L’alcol il più pericoloso

Secondo uno studio delle università di Toronto e Dresda, pubblicato dalla rivista Scientific Reports, tra le cosiddette sostanze psicoattive, che possono dare dipendenza, l’alcol è la sostanza più pericolosa, seguito da eroina, cocaina e tabacco, tutte considerate ad alto rischio. La marijuana è in fondo alla classifica, con un indice 114 volte più basso rispetto all’alcol.
I ricercatori hanno calcolato il rischio di morte associato alle principali sostanze che possono dare dipendenza tenendo conto anche della quantità tipicamente consumata dall’uomo. Il risultato conferma che il rischio per la cannabis, almeno riferito alla morte, potrebbe essere stato sovrastimato in passato, mentre quello per l’alcol sottostimato.
Dato il rischio relativo associato forse è raccomandabile una priorità agli sforzi di risk management nei confronti di alcol e tabacco, mentre per la marijuana il rischio basso suggerisce uno scenario legale strettamente regolato, piuttosto che il corrente proibizionismo.

(ANSA)

Salute e …peggio nun nisse.

La crisi dei Pronto Soccorso

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare gli accessi ai Pronto soccorso italiani sono in calo. Ma nonostante ciò l’emergenza ospedaliera è sempre più in sofferenza.
Tre le cause principali:

  • Prima di tutto la progressiva riduzione della dotazione di posti letto in corsia: dal 2000 ad oggi sono stati tagliati oltre 71.000 posti letto, ai quali si aggiungeranno altri 3.000 posti letto che saranno tagliati a seguito dei nuovi standard del Patto per la salute. Questo ha drasticamente ridotto la possibilità di assorbire i ricoveri d’emergenza non programmati come sono quelli provenienti dai Pronto Soccorso.
  • Poi il blocco del turn over per il personale, che impedisce il ricambio generazionale: dal 2009 ad oggi ci sono state quasi 24.000 unità in meno nel SSN. Qunidi si hanno carichi di lavoro sempre più pesanti, che si ripercuotono ovviamente di più nell’attività dei Pronto Soccorso, che è più stressante e comunque attiva H24.
  • E infine, l’assistenza territoriale che non funziona: dal territorio ci si aspettava un “filtro” dell’emergenza con la possibilità di gestire a domicilio o in strutture ambulatoriali le piccole emergenze, riducendo così gli accessi ai Pronto Soccorso ospedalieri, soprattutto quelli “impropri”, che ancora oggi si stima siano attorno al 30%.

Questo dato solo in parte spiega l’affollamento e i lunghi tempi di attesa prima di essere trattati, il problema principale sta nel trasferimento dei pazienti nei reparti, dove i letti mancano. Sia perché sono pochi, sia perché, in alcuni casi, suppliscono all’assenza di “ospedali territoriali” per la lunga degenza.

Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ospite di Piazza Pulita su La7, riguardo il caos dei Pronto Soccorso ha detto che “c’è un abuso nell’utilizzo del Pronto Soccorso, un’abitudine del cittadino. E non sarebbe contraria a far pagare gli accessi impropri. Ci dovrebbe essere un ticket e con la tessera sanitaria tutti i dati sono noti”.

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Il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana è Sergio Mattarella

Sergio Mattarella è il nuovo Presidente della Repubblica. 

Il 31 gennaio Mattarella è stato eletto con 665 voti su un quorum richiesto di 505.
Il 3 febbraio alle 10 Mattarella ha pronunciato la formula del giuramento: “Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservarne lealmente la Costituzione”.

È già iniziata la corsa a saltare sul carro del vincitore…

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Grande disuguaglianza in questo mondo

Secondo il “Rapporto Grandi disuguaglianze crescono” di Oxfam, nel 2016 la ricchezza detenuta dall’1% della popolazione mondiale supererà quella del restante 99%. Il Rapporto denuncia che «questa disuguaglianza è in continua e costante crescita e frena la lotta alla povertà in un mondo dove oltre un miliardo di persone vive con meno di 1,25 dollari al giorno, e 1 su 9 non ha nemmeno abbastanza da mangiare». 

Nel 2014 l’1% della popolazione possedeva il 48% della ricchezza mondiale; del rimanente 52% della ricchezza globale, quasi tutto era posseduto da un altro quinto della popolazione più agiata, mentre il residuale 5,5% rimaneva disponibile per l’80% del resto del mondo.
La portata della disuguaglianza è semplicemente sconcertante!

Vogliamo davvero vivere in un mondo dove l’1% possiede più di tutti noi messi insieme?

Oxfam chiede ai governi di adottare un piano di sette punti per affrontare la disuguaglianza:

  1. contrasto all’elusione fiscale di multinazionali e individui miliardari;
  2. investimento in servizi pubblici gratuiti, come salute e istruzione;
  3. distribuzione equa del peso fiscale, spostando la tassazione da lavoro e consumi verso capitali e ricchezza;
  4. introduzione di salari minimi e graduale adozione di salari dignitosi per tutti i lavoratori;
  5. introduzione di una legislazione ispirata alla parità di retribuzione, e politiche economiche che prevedano una giusta quota per le donne;
  6. reti di protezione sociale per i più poveri, incluso un reddito minimo garantito;
  7. un obiettivo globale di lotta alla disuguaglianza.

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Bandiera ammainata al Colle

Giorgio Napolitano ha firmato questa mattina la lettera di dimissioni da presidente della Repubblica.
Napolitano è stato l’undicesimo presidente della Repubblica; la sua è stata la permanenza più lunga in carica nella storia repubblicana, l’unico a essere stato rieletto al Quirinale.
Il presidente del Senato Pietro Grasso diviene il Presidente supplente della Repubblica con pieni poteri e manterrà l’incarico fino al giuramento del nuovo Capo dello Stato.
La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato per le ore 15 del 29 gennaio la prima votazione per l’elezione del nuovo presidente della Repubblica.

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Lavoro usurante

La turnistica lavorativa è nota non solo per disturbare i normali ritmi circadiani dei lavoratori e la loro vita sociale, ma anche per essere associata a disturbi della salute, come per esempio ulcere gastriche, malattie cardiovascolari, sindrome metabolica, cancro al seno e difficoltà riproduttive, con effetti negativi sulla sicurezza e la produttività.

Di recente si è osservato che il lavoro a turni, svolto per lunghi periodi, altera anche la capacità intellettiva.

Secondo uno studio francese presso l’Université de Toulouse e Swansea University, pubblicato su Occupational & environmental medicine, la turnistica lavorativa si lega effettivamente a una riduzione delle capacità mentali. Lo studio ha confrontato i risultati di coloro che non avevano mai svolto il lavoro a turni con coloro che avevano fatto più di 50 notti in un anno. È stato stimato, in base ai risultati delle prove cognitive, che 10 anni di lavoro a turni determinano un invecchiamento del cervello di 6,5 anni. Il disturbo comunque è reversibile, seppure lentamente: per recuperare appieno il livello delle funzioni cerebrali dopo aver lasciato il lavoro a turni ci vogliono almeno 5 anni.

In conclusione un lavoro a turni compromette cronicamente le capacità cognitive, con conseguenze potenzialmente importanti sulla sicurezza, non solo per le persone interessate, ma anche per la società.

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Free The Nipples


L’attrice e presentatrice tv Chelsea Handler ha pubblicato su Instagram una foto che la ritrae a petto nudo a cavallo, nella stessa posa di una celebre fotografia con Vladimir Putin; ma la foto è stata rimossa dai gestori del sito perché violerebbe le norme di utilizzo: “divieto di mostrare nudità o materiale per adulti“.  Ripostata più volte, la foto è stata sempre cancellata. L’attrice, con un velo di amara ironia, ha detto: “Rimuovere questa foto è sessista. Se un uomo posta la foto dei propri capezzoli è ok, ma non una donna?”.
Una foto in topless non può essere classificata come materiale per adulti.
Ma su Instagram non è la prima volta che il problema dei topless viene alla ribalta, tanto che c’è una campagna dal nome #FreeTheNipples, #LiberaICapezzoli.


Una donna ha diritto di fare qualsiasi cosa che un uomo può fare, altrimenti i diritti sono diversi.

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La paura della fatica

Una lattina di soda, di cola o un succo di frutta contengono fino a 250 calorie, pari a 16 cucchiaini di zucchero. Per smaltirla ci vogliono 50 minuti di corsa o 8 chilometri di camminata.
I ricercatori della Johns Hopkins University Blooomberg school di Baltimora hanno pubblicato sull’American journal of public health uno studio dove il 40% dei ragazzi fra i 12 e i 18 anni, informati di quanto avrebbero dovuto muoversi per “consumare” tutte le calorie contenute nelle bevande zuccherate che stavano per comprare, ha rinunciato a comprarsele. In quei supermercati le vendite delle bevande dolci sono calate del 54% mentre, contemporaneamente, gli acquisti dell’acqua minerale sono aumentate del 3%.

In pratica, per modificare le cattive abitudini alimentari degli adolescenti, un nuovo punto strategico potrà essere la paura della “fatica”.

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La sanità italiana funziona


L’agenzia americana Bloomberg Best (and Worst), secondo i dati forniti da Banca Mondiale, Fmi e Oms, ha ratificato che il sistema sanitario italiano è il terzo più efficiente al mondo, dietro Singapore e Hong Kong e davanti a Giappone, Corea del Sud e Australia.
Siamo il top in Europa; gli Stati Uniti sono collocati al 44° posto, la Russia al 51° posto, in ultima posizione.
I parametri utilizzati per elaborare la classifica sono: aspettativa di vita, costo del sistema sanitario in percentuale sul Pil, costo del sistema sanitario pro-capite, variazione dell’aspettativa di vita rispetto al 2013, variazione del costo della sanità pro capite, variazione del Pil pro-capite, inflazione. Il ranking di Bloomberg ha considerato i 51 Paesi con popolazione superiore ai 5 milioni, con un Pil di almeno 5.000 dollari americani e con un’aspettativa di vita che supera i 70 anni.

Eppure secondo un sondaggio Ue (di poco tempo fa) appena il 54% degli italiani si dichiara soddisfatto per la qualità dei servizi sanitari, rispetto all’87% degli inglesi e al 91% dei francesi. Solo il 34% degli italiani giudica di buona qualità l’ospedale, il 43% il medico di famiglia, il 32% gli ambulatori e il Pronto Soccorso. Il Servizio Sanitario Nazionale italiano è visto come un disastro, per ottenere una prenotazione per una visita o un intervento delicato bisogna aspettare un anno, il Pronto Soccorso è un inferno, l’igiene in molti ospedali è un miraggio, la professionalità di certi medici è minima, e così via.
Forse luoghi comuni?
In effetti non tutto va bene, né dappertutto. Non si tratta solo di distinguere tra Nord, Centro e Sud. Si tratta di vedere ospedale per ospedale, Asl per Asl, persino reparto per reparto cosa funziona e cosa no. Ci sono gli sprechi, ci sono i centri di eccellenza.

Il report annuale del MeS, Laboratorio management e sanità della Scuola Sant’Anna di Pisa che opera sotto l’egida del ministero della Salute, esaminando un pool di indicatori di performance ospedaliere di diverse regioni, ha individuato quello di Perugia come “uno degli ospedali di eccellenza”. I migliori risultati ottenuti dal Pronto Soccorso, triage e tempi di intervento.

Ma i pazienti lo sanno che siamo tra i migliori del mondo?

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Uomini vincenti e perdenti… e un po’ di intelligenza

Domenica scorsa c’è stata la partita Juventus-Roma, finita tra le polemiche per risse, rigori e presunti errori arbitrali.
Ha vinto la Juventus, anche se forse un pareggio poteva essere più giusto (da juventino non mi dispiace).
Sono seguite le polemiche a tutti i livelli: certo non è facile assimilare una sconfitta in una sfida così importante, sopratutto se arrivata negli ultimi minuti. Comunque ha ragione Morata quando dice che “se loro avessero vinto non avrebbero detto nulla”…

Ho letto oggi un commento di un cantautore romanista, Marco Conidi, che mi ha lasciato veramente sbigottito.

Su Facebook ha scritto: «Vi detesto come detesto la democrazia Cristiana, il rossetto sui bicchieri e le trasmissioni dei tronisti. Vi detesto come detesto quelli che fanno le corna in auto e poi non scendono mai. Vi detesto come detesto l’arroganza del potere, la maleducazione dei raccomandati. Vi detesto come lo snobismo dei commessi del centro, come le donne super truccate in palestra. Vi detesto come detesto chi ha insabbiato Ustica e chi ci ha tolto Falcone e Borsellino tanto siete sempre voi. Voi che avete costruito il vostro regno del male assistiti coi soldi di uno stato servile, di una lega calcio servile, arbitri servili, medici assassini e servili. Voi siete l’incarnazione di tutto ciò che mi fa schifo di questo paese. Voi siete la Juventus e io vi detesto».

Chi è Marco Conidi? Non lo conosco. È la prima volta che sento parlare di lui e l’impressione è che mi sembra più juventino che intelligente.

Quasi tutti gli episodi di Juventus-Roma sono stati giudicati dai vertici arbitrali al limite, questioni di centimetri o millimetri. Quindi nessuna svista clamorosa. Non mi piace comunque il vezzo di incolpare sempre la juve degli errori arbitrali, come se ci fosse un accordo, un complotto.

Mi è piaciuta la frase di Kennedy, ricordata da Buffon in un altro contesto: “Gli uomini vincenti trovano sempre una strada, i perdenti una scusa”.

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