Il giorno della Memoria

Il giorno della Memoria che si celebra oggi in molti paesi è stato riconosciuto come giornata internazionale della Shoah anche dalle Nazioni Unite.
Shoah in lingua ebraica significa “distruzione” (o “desolazione”, o “calamità”, con il senso di una sciagura improvvisa, inaspettata), è utilizzata per riferirsi all’Olocausto, termine che molti ebrei trovano problematico usare, in quanto letteralmente significa “offerta a Dio”, riferita ai sacrifici di animali uccisi e bruciati sull’altare del tempio che venivano richiesti agli ebrei dalla Torah.
Si è deciso di commemorare il giorno della Memoria oggi, collegandolo al 27 gennaio 1945 quando le truppe sovietiche nella loro avanzata verso Berlino scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz nel quale erano ancora rinchiusi gli ultimi prigionieri scampati allo sterminio nazista.

Lo sterminio nazista ha riguardato tutti quei gruppi di persone ritenuti “indesiderabili”: circa 5 dei 7,5 milioni di ebrei che vivevano in Europa prima della seconda guerra mondiale, i gruppi etnici Rom e Sinti (i cosiddetti zingari), comunisti, omosessuali, malati di mente, Testimoni di Geova, russi, polacchi ed altre popolazioni slave, detti nel complesso Untermenschen (sottouomini, anche subumani).

Aggiungendo anche questi gruppi il totale di vittime del Nazismo è stimabile tra i dieci e i quattordici milioni di civili, e fino a quattro milioni di prigionieri di guerra.

Salute e …peggio nun nisse.