V2 Day a Perugia


Il giorno della Liberazione a Perugia


Piazza della Repubblica


Curiosità intorno allo stand


C’erano parecchie persone in coda per firmare


Questa è la registrazione prima delle mie tre firme


Sogno di vivere in un Paese normale
Vorrei i Giornali pagati da chi li legge
Vorrei le Televisioni pagate da chi le guarda

Salute e …peggio nun nisse.

Libera informazione in un libero Stato

Oggi è il giorno della Liberazione: liberazione dal fascismo e dall’occupazione tedesca dell’Italia da parte degli Alleati, con il contributo determinante della Resistenza Italiana.
Tradizionalmente è dedicato alle celebrazioni istituzionali e ai grandi cortei organizzati da partigiani e sindacati.
Beppe Grillo oggi ha organizzato una manifestazione per una libera informazione in un libero Stato in oltre quattrocento piazze italiane.

Sulla polemica della scelta del 25 aprile, Beppe Grillo ha risposto: “Il V2-Day è la continuazione della Liberazione e non vuole fronteggiare proprio nessuno che si ispiri a quella data. I partigiani, gli operai, gli uomini liberi del 25 aprile sono nostri fratelli. Il 25 aprile non è di proprietà degli intellettuali di sinistra, una definizione corrispondente a un vuoto pneumatico“.

Già sono stati allestiti gazebo e banchetti per raccogliere le firme dei referendum per l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, dei finanziamenti pubblici all’editoria e della legge Gasparri.
La partecipazione sarà un importante parametro per misurare la forza del fenomeno Grillo.

Vday
Salute e …peggio nun nisse.

Ricordate Radio Londra?

La libertà di stampa è una necessità per ogni società democratica.

In Italia la libertà di stampa, nasce progressivamente con la caduta del regime fascista. In Italia la libertà di stampa è sancita dall’Art. 21 della Costituzione.

[Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon
costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.]

La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini. Per poter lavorare liberamente, la stampa deve essere libera dal controllo o dalla supervisione statale. Un governo che non fosse in grado di reggersi sotto il peso della critica meriterebbe di cadere. Le opinioni errate possono essere tollerate quando la ragione è lasciata libera di combatterle.

Con il secondo governo Berlusconi e il susseguente Berlusconi bis (2001-2006) si è riscontrata una grave e celata perdita di libertà di informazione: nel suo rapporto annuale del 2005, Freedom House ha declassato l’Italia al 77° posto nella scala mondiale, unico paese partly free (semi-libero) dell’Europa occidentale. Nel rapporto relativo al 2006 il nostro Paese è scivolato al 79° posto assieme al Botswana, continuando a essere l’unico Paese parzialmente libero dell’Europa occidentale.


É possibile che, nemmeno ancora insediato, il nuovo governo si preoccupi dell’assetto della Rai, di chi dirigerà una rete, un telegiornale o un notiziario radiofonico? Per sapere cosa succede davvero nel mondo e nel nostro Paese dovremo sintonizzarci sulla BBC o sulla CBS? Ricordate Radio Londra?


Radio Londra
era l’insieme dei programmi radiofonici trasmessi, a partire dal 27 settembre 1938, dalla radio inglese BBC e indirizzati alle popolazioni europee continentali. Le trasmissioni erano affidate ad un ente autonomo, la BBC, già allora fiera per il proprio stile giornalistico indipendente, secondo il quale le notizie venivano separate dai commenti. La redazione di Radio Londra diventò famosa per la sua tempestività nel trasmettere informazioni nel mondo, con il suo tipico stile inglese, diretto e pragmatico; ha continuato a trasmettere in italiano L’Ora di Londra ogni sera fino al 31 dicembre 1981, quando il programma fu chiuso nonostante le proteste di numerosi ascoltatori.


L’Italia ha sete di verità e di senso comune; e non è possibile allontanare dall’acqua le labbra degli assetati.


Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi "spara" ad una donna russa

Anche se sono passati alcuni giorni fa ancora discutere il gesto di Silvio Berlusconi nei confronti della giornalista russa Natalia Melikova, della Nezavsinaya Gazeta, che durante una conferenza stampa aveva posto a Vladimir Putin una domanda scomoda, cioè gli aveva chiesto un particolare della sua vita privata.
Berlusconi ha mimato di spararle con un vistoso gesto fatto con entrambe le mani.

La donna russa visibilmente scossa subito dopo è scoppiata a piangere, probabilmente pensando alla recente morte di tanti giornalisti russi che mettevano il naso negli affari privati del Cremlino.

“Un gesto scherzoso è un gesto scherzoso e niente più – ha affermato il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti.
Sembra sbagliato ridurla al consueto teatrino come hanno fatto peraltro molti tg pubblici e privati che hanno occultato, camuffato o buttato in barzelletta una vicenda disdicevole, indecorosa. Nella Federazione Russa la situazione dei giornalisti è tra le più gravi del mondo. Dal duemila a oggi sono più di venti i giornalisti assassinati, anche stranieri, i cui assassini non sono stati né identificati né condannati. La Federazione Russa è uno dei Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti assieme all’Iran, la Cina e la Colombia. Tutti compiono il proprio lavoro sotto pesanti limitazioni ed aperte minacce.


Salute e …peggio nun nisse.

Woody Allen


I politici hanno una loro etica. Tutta loro. Ed è una tacca più sotto di quella di un maniaco sessuale.

Salute e …peggio nun nisse.

Silvio Berlusconi: una cattiva notizia per l'Europa


Berlusconi Remark Falls Flat in Spain

Published: April 17, 2008

Ancor prima di iniziare il suo terzo mandato come primo ministro in Italia, Silvio Berlusconi mercoledì ha cercato di disinnescare la sua ultima gaffe: aveva commentato che la Spagna ha troppe donne nel governo.

Il governo di José Luis Rodríguez Zapatero ha otto uomini e nove donne.

Magdalena Alvarez, ministro delle Infrastrutture, ha definito ”assolutamente inappropriate ed offensive” per tutti gli spagnoli le parole del leader del centrodestra italiano Silvio Berlusconi, ed ha detto inoltre: ”Molte di noi donne non andremmo mai in un governo guidato dal signor Berlusconi”.

Berlusconi si è giustificato dicendo che le sue parole erano state erroneamente riportate….

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Ci risiamo, o meglio, continuiamo con la vecchia storia di essere male interpretato o peggio di mettergli in bocca cose non dette; i comunisti non perdono il vizio di parlare male di Berlusconi, di metterlo in cattiva luce.
I comunisti sono sparsi per il mondo?
Praticamente la gran parte delle più prestigiose testate estere sono apertamente ostili a Berlusconi, ritenuto, quando va bene un incapace, altrimenti considerato un uomo pericoloso al posto sbagliato. E così, Le Monde, l’Herald Tribune, The Economist e così via tutti a sparare a zero sul “povero” Berlusconi.
Attendo una nuova dichiarazione tra due ore

Salute e …peggio nun nisse.

Dal chirurgo per tornare vergini

Il dr. Salvo Caruso, presidente della Federazione italiana di Sessuologia Scientifica e ginecologo dell’Università di Catania, alla vigilia del IX Congresso della Federazione Europea di Sessuologia ha segnalato che nel 2005, in regime ordinario o in day hospital, negli ospedali d’Italia ci sono state 47 italiane, maggiormente fra i 30 e i 35 anni, che si sono sottoposte ad un intervento di imenoplastica, cioè un intervento che restituisce alla donna una condizione simile a quando era vergine. In inglese è chiamato “rivergination” l’intervento di ricostruzione dell’imene e il rinforzo del punto “G”.
Nelle strutture private i tempi sono rapidi e il costo è circa di 4 mila euro; l’intervento all’estero, Buenos Aires o Bogotà in testa, è a prezzi stracciati, circa 1.345 euro.
In genere si tratta di giovani donne che, avendo avuto una vita sessuale attiva, quando stabiliscono un rapporto affettivo importante sentono il bisogno di “regalare” al partner una prima volta; in altri casi è il clan familiare a richiedere una sposa illibata, anche se non più giovanissima.

Probabilmente questo è uno degli interventi più inutili e stupidi della storia della medicina, offensivo per l’uomo e per la donna: se è l’uomo che pretende “l’integrità anatomica”, ad essere offesa è la donna, trattata come un oggetto il cui valore è soprattutto legato alla sua interezza; se invece l’intervento è richiesto dalla donna per cancellare il passato vuol dire negare sé stessi e non poter gioire della genuinità sessuale di coppia, con probabili futuri disagi relazionali e sessuali.

…….

Salute e …peggio nun nisse.

Troverà mai pace il genere umano?


Nel mondo all’inizio del 2008 sono in corso 27 conflitti.

Medio Oriente
1. Iraq 125.000 morti dal 2003
2. Israele-Palestina 6.000 morti dal 2000
3. Turchia (Kurdistan) 40.600 morti dal 1984

Asia
4. Afghanistan 32.000 morti dal 2001
5. Pakistan (Waziristan) 6.300 dal 2004
6. Pakistan (Balucistan) 1.000 morti dal 2004
7. Sri Lanka 72.000 morti dal 1983
8. India (Kashmir) 65.000 morti dal 1989
9. India (Naxaliti) 6.600 morti dal 1980
10. India (Nordest) 51.000 morti dal 1979
11. Birmania (Karen) 30.000 morti dal 1948
12. Thailandia 2.800 morti dal 2004
13. Filippine (Mindanao) 70.200 morti dal 1984
14. Filippine (Npa) 40.200 morti dal 1969

Africa
15. Algeria 150.300 morti dal 1992
16. Sudan (Darfur) 300.000 morti dal 2003
17. Ciad 2.000 morti dal 2005
19. Rep.Centrafricana 2.000 morti dal 2003
20. Nigeria 14.300 morti dal 1994
21. R.D.Congo (Kivu) 3.000 morti dal 2004
22. Uganda 100.000 morti dal 1987
23. Kenya 1.000 morti dal 2007
24. Somalia 6.000 morti dal 2006
25. Etiopia (Ogaden) 4.000 morti dal 1994

Europa
26. Russia (Cecenia) 240 mila morti dal 1994

America Latina
27. Colombia 300.000 morti dal 1964

Questi conflitti sono costati la vita, finora, a più di cinque milioni e mezzo di persone. Se si aggiungono le guerre conclusesi negli ultimi cinque anni (Sierra Leone, Liberia, Sud Sudan, Congo Brazzaville, Eritrea-Etiopia, Casamance) il bilancio delle vittime sale a sette milioni e settecentomila morti.

Salute e …peggio nun nisse.

Continua la violenza "silenziosa" sulle donne

L’organizzazione Human Rights Watch denuncia stupri continui a donne e bambine, a cinque anni dall’inizio del conflitto in Darfur, nel Sudan occidentale.

Le donne e le bambine continuano a subire stupri e attacchi brutali da parte di soldati sudanesi, miliziani arabi ‘janjaweed’, ribelli ed ex ribelli. Gli attacchi avvengono spesso mentre le donne si allontanano dai campi profughi, per le normali attività di ogni giorno, e gli stupratori sono quasi sempre in gruppo. Di ritorno al campo, le donne vengono rinnegate dalle loro stesse famiglie. Le vittime di questi attacchi orribili non hanno alcuna speranza di ottenere giustizia nell’attuale clima di impunità: non perseguendo i responsabili, il governo sta di fatto concendendo loro la licenza di stupro.

Purtroppo il problema dura da vari anni, e solo di tanto in tanto se ne parla.

Human Rights Watch è una organizzazione internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani. La sua sede principale è a New York. Lo scopo di questa organizzazione è porre all’attenzione della comunità internazionale gli abusi che avvengono, al fine di imporre ai governi imputati di essi un cambiamento dei comportamenti e delle leggi.

Salute e …peggio nun nisse.

La scienza è ancora contro il nucleare

Più di 1.000 scienziati in un appello inviato ai candidati delle politiche 2008 dicono ”No all’atomo” e si schierano per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, solare in testa. All’appello via web hanno risposto docenti e ricercatori di Università e centri di ricerca italiani.
Riteniamo che l’opzione nucleare – si legge nell’appello – non sia opportuna per molti motivi: necessita’ di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra Paesi tecnologicamente avanzati e Paesi poveri, scarsità di combustibili nucleari”.
Sollecitando poi lo sviluppo delle fonti verdi, da eolica a geotermica, idroelettrica e in particolare solare, la petizione afferma che ”il sole è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale”. In conclusione ”è urgente sviluppare al massimo l’utilizzo di questa fonte su larga scala”, che è anche ”l’unica risorsa di cui abbonda’‘ l’Italia, oltre a puntare su risparmio energetico e ricerca scientifica.

[dall’ANSA]

Salute e …peggio nun nisse.