Dal chirurgo per tornare vergini

Il dr. Salvo Caruso, presidente della Federazione italiana di Sessuologia Scientifica e ginecologo dell’Università di Catania, alla vigilia del IX Congresso della Federazione Europea di Sessuologia ha segnalato che nel 2005, in regime ordinario o in day hospital, negli ospedali d’Italia ci sono state 47 italiane, maggiormente fra i 30 e i 35 anni, che si sono sottoposte ad un intervento di imenoplastica, cioè un intervento che restituisce alla donna una condizione simile a quando era vergine. In inglese è chiamato “rivergination” l’intervento di ricostruzione dell’imene e il rinforzo del punto “G”.
Nelle strutture private i tempi sono rapidi e il costo è circa di 4 mila euro; l’intervento all’estero, Buenos Aires o Bogotà in testa, è a prezzi stracciati, circa 1.345 euro.
In genere si tratta di giovani donne che, avendo avuto una vita sessuale attiva, quando stabiliscono un rapporto affettivo importante sentono il bisogno di “regalare” al partner una prima volta; in altri casi è il clan familiare a richiedere una sposa illibata, anche se non più giovanissima.

Probabilmente questo è uno degli interventi più inutili e stupidi della storia della medicina, offensivo per l’uomo e per la donna: se è l’uomo che pretende “l’integrità anatomica”, ad essere offesa è la donna, trattata come un oggetto il cui valore è soprattutto legato alla sua interezza; se invece l’intervento è richiesto dalla donna per cancellare il passato vuol dire negare sé stessi e non poter gioire della genuinità sessuale di coppia, con probabili futuri disagi relazionali e sessuali.

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Salute e …peggio nun nisse.