Il Governo legittima l'ingerenza dei partiti nella Sanità


L’art. 72 del decreto legge sulla finanza pubblica, n.112 del 2008, contiene all’ultimo comma una norma che rimette all’assoluta discrezionalità dei vertici politici di tutte le pubbliche amministrazioni il mantenimento in servizio o il pensionamento coatto di tutti i dirigenti con almeno quarant’anni di contributi versati.

Carlo Lusenti, Segretario Nazionale dell’ANAAO ASSOMED, così commenta:”Da oggi i medici ospedalieri, ma non quelli universitari che godono di particolari privilegi genetici e di casta, che magari occupano un posto di primario oggetto di qualche desiderio, si trovano sotto la spada di Damocle del licenziamento, esposti ai cambi di maggioranze politiche, e quindi ad ogni possibile pressione e ricatto da parte dei direttori generali con grave limitazione della propria autonomia professionale. L’ingerenza dei partiti nella sanità viene così legittimata... Chi temeva (o auspicava?) il medico politicamente targato ora sarà accontentato.

L’indifferenza per il sistema sanitario pubblico e per il lavoro dei suoi Medici costituisce il biglietto da visita con il quale il nuovo Governo si presenta.

Questo provvedimento è stato ritenuto più urgente e necessario del rinnovo di un contratto fermo da tre anni.


Salute e …peggio nun nisse.

Governo aguzzino con i medici


“Di tutto ha bisogno la sanità italiana, mortificata dai tagli di spesa e dall’assenza di rinnovi contrattuali, fuorché di un Governo che si comporta da negriero con i medici nonostante le promesse fatte”.

Lo ha detto il Presidente della CIMO-ASMD Stefano Biasioli dopo il decreto legge approvato dal Governo Berlusconi la settimana scorsa. Nel mirino di Biasioli finisce l’articolo 41 del provvedimento. Un articolo che al comma 13 e 14 disciplina l’orario di lavoro del personale delle aree dirigenziali degli Enti e delle Aziende del Ssn.

“Questo decreto lede pesantemente i diritti e le garanzie legati al decreto legislativo 66/2003. In termini più semplici salta, per i medici, la pausa obbligatoria di 11 ore dopo il lavoro notturno; salta per i medici la certezza di un’equa interruzione del lavoro tra un turno mattutino ed un turno serale”.
“Il decreto legge non solo mette i piedi nel piatto di una trattativa contrattuale difficile perché in ritardo (30 mesi), sotto finanziata e bloccata dalle regole europee ma getta anche le premesse per un aumento del rischio sanitario”.
“I 127.000 medici italiani – conclude Biasioli – si augurano che eventuali colpi di sole di cui è caduto vittima qualche politico possano essere prontamente curati facendo rientrare quindi un provvedimento legislativo che getta le premesse, questo si, per un confronto tutt’altro che sereno sulla sanità italiana.”

Salute e …peggio nun nisse.

Very hot in Umbria

Vista Satellitare Meteo Europa

La Regione Umbria ha dichiarato lo stato di emergenza per il calore nel periodo 24-25 giugno. L’ordinanza è stata firmata stamattina dal Presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti.

Il vero e proprio livello di emergenza (dopo quelli di “attenzione” e di “allarme“) si ha quando le condizioni meteo di rischio (più di 33 gradi) sono previste per tre o più giorni consecutivi. In Umbria temperature al di sopra dei 33 gradi si sono protratte per più di due giorni. Secondo le previsioni meteo della Protezione civile regionale le temperature dovrebbero comunque diminuire a partire dalla notte di giovedì 26 giugno.

Sono indicati come soggetti a rischio gli anziani con più di 64 anni, i neonati e bambini al di sotto di un anno, i malati mentali, gli obesi, i portatori di malattie croniche e coloro che assumono farmaci o sostanze che modificano la percezione del calore o la termoregolazione.

La prevenzione resta il metodo più efficace per evitare rischi alla salute.

Tra le regole in caso di aumento delle temperature bere molta acqua (non ghiacciata) o liquidi con sali minerali (almeno 2,5 litri al giorno); evitare bevande contenenti caffeina, alcool o grandi quantità di zuccheri perché non aiutano la reidratazione dell’organismo; utilizzare vestiti appropriati, leggeri, ampi e di colore chiaro, e creme solari (le scottature riducono la capacità di termoregolazione del corpo), indossare occhiali da sole e cappelli a tesa larga; evitare di uscire nelle ore più calde (tra le 11 e le 17) e soggiornare in ambienti freschi, possibilmente refrigerati o condizionati; se questo non è possibile nella propria abitazione spostarsi in edifici pubblici climatizzati. Quando con temperature particolarmente elevate i ventilatori non sono sufficienti, fare docce e bagni freschi, anche di frequente. Infine evitare sforzi eccessivi, ogni attività va sospesa se si sente il battito cardiaco accelerato e si fatica a respirare, si accusano giramenti di testa, confusione mentale, debolezza e senso di svenimento.

Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi come "Sciaboletta"?

Berlusconi mi ricorda Vittorio Emanuele III di Savoia:

Vittorio Emanuele III di Savoia, re d’Italia dal 1900, era detto Sciaboletta” a causa della bassa statura (1,53 m), che avrebbe reso necessaria la forgiatura di una sciabola particolarmente corta, ad evitare che strisciasse sul terreno.

Ma non è questa la somiglianza più evidente…

C’è una leggenda metropolitana che racconta che erano esonerati dal servizio militare chi aveva una statura inferiore a quella del re.

(In verità in Italia il limite minimo era di cm 156, poi ridotti a 155 e, nel 1913, a 154; nel 1917, allo scopo di accrescere il tasso di arruolamento, il limite minimo di statura fu portato a 150 cm).

Mi sembra che Berlusconi stia introducendo regole che in qualche modo rendono non punibili i reati con pene inferiori ai 10 anni


Per rendere più stretta l’analogia con il re, saranno impediti i processi per qualsiasi reato?

Salute e …peggio nun nisse.

Perde il pelo… ma non il vizio

Berlusconi ha scritto a Schifani:

dal sito ufficiale:

16 Giugno 2008
Caro Presidente,
come Le è noto stamane i relatori Senatori Berselli e Vizzini, hanno presentato al cosiddetto “decreto sicurezza” un emendamento volto a stabilire criteri di priorità per la trattazione dei processi più urgenti e che destano particolare allarme sociale.
In tale emendamento si statuisce la assoluta necessità di offrire priorità di trattazione da parte dell’Autorità Giudiziaria ai reati più recenti, anche in relazione alle modifiche operate in tema di giudizio direttissimo e di giudizio immediato.
Questa sospensione di un anno consentirà alla magistratura di occuparsi dei reati più urgenti e nel frattempo al Governo e al Parlamento di porre in essere le riforme strutturali necessarie per imprimere una effettiva accelerazione dei processi penali, pur nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali.
I miei legali mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica.
Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria.
Proprio oggi, infatti, mi è stato reso noto, e ciò sarà oggetto di una mia immediata dichiarazione di ricusazione, che la presidente di tale collegio ha ripetutamente e pubblicamente assunto posizioni di netto e violento contrasto con il Governo che ho avuto l’onore di guidare dal 2001 al 2006, accusandomi espressamente e per iscritto di aver determinato atti legislativi a me favorevoli, che fra l’altro oggi si troverebbe a poter disapplicare.
Quindi, ancora una volta,secondo l’opposizione l’emendamento presentato dai due relatori, che è un provvedimento di legge a favore di tutta la collettività e che consentirà di offrire ai cittadini una risposta forte per i reati più gravi e più recenti, non dovrebbe essere approvato solo perché si applicherebbe anche ad un processo nel quale sono ingiustamente e incredibilmente coinvolto.
Questa è davvero una situazione che non ha eguali nel mondo occidentale.
Sono quindi assolutamente convinto, dopo essere stato aggredito con infiniti processi e migliaia di udienze che mi hanno gravato di enormi costi umani ed economici, che sia indispensabile introdurre anche nel nostro Paese quella norma di civiltà giuridica e di equilibrato assetto dei poteri che tutela le alte cariche dello Stato e degli organi costituzionali, sospendendo i processi e la relativa prescrizione, per la loro durata in carica. Questa norma è già stata riconosciuta come condivisibile in termini di principio anche dalla nostra Corte Costituzionale.
La informo quindi che proporrò al Consiglio dei Ministri di esprimere parere favorevole sull’emendamento in oggetto e di presentare un disegno di legge per evitare che si possa continuare ad utilizzare la giustizia contro chi è impegnato ai più alti livelli istituzionali nel servizio dello Stato.
Cordialmente

Ieri in due ore di colloquio al Quirinale, Berlusconi ha spiegato le ragioni che lo hanno indotto a inserire nel decreto sicurezza l’emendamento salva-processi e quello sui militari e a scrivere una lettera aperta a Renato Schifani.

Giorgio Napolitano ha preso atto e ha spiegato a sua volta che ritiene questo modo di legiferare irrituale e poco rispettoso della procedura costituzionale; il governo e maggioranza, senza neppure consultarlo, senza permettergli il controllo preventivo di costituzionalità che gli compete, hanno inserito due materie estranee e di grande delicatezza su un provvedimento d’urgenza che gode di una corsia preferenziale proprio grazie alla sua firma, ai sensi dell’art.77 della Costituzione.

Le regole sono regole e andrebbero rispettate.

Oggi l’aula del Senato ha approvato l’emendamento al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi fino al giugno 2002.

Guarda caso il processo Mills, quello in cui Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari, riguarda un’ipotesi di reato compiuta proprio prima del giugno 2002.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha stimato in più di centomila i processi penali che si paralizzeranno per effetto della norma sulla sospensione dei processi; si prevede un “caos senza precedenti” per gli uffici giudiziari.

L’ANM indica in una lista i reati con pene inferiori ai 10 anni che saranno soggetti a sospensione: sequestro di persona, estorsione, furto in appartamento, associazione per delinquere, stupro, violenza sessuale, aborto clandestino, sfruttamento della prostituzione, usura.

Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, ha dichiarato che il cosiddetto lodo Schifani ha l’intento di evitare che il Paese precipiti in un nuovo scontro tra una parte della magistratura e il premier, che deve poter governare ed essere giudicato per quel che fa. Affinché ciò accada, prima della sentenza del processo Mills è necessaria una norma … che consenta alle maggiori cariche dello Stato di affrontare le pendenze giudiziarie al termine del mandato ricevuto dagli elettori, sospendendo i termini della prescrizione e dunque senza creare impunità di alcun tipo.

Il lodo Schifani fa schifo!

Viene giustificato dicendo che serve per porre al riparo dagli strali della giustizia le cinque cariche più alte della Repubblica (Capo dello Stato, Presidenti delle Camere, Premier e Presidente della Corte Costituzionale) fino al termine del loro mandato.

Il processo viene rinviato a fine legislatura (ma se uno riesce a ricoprire le varie cariche in più mandati: mai!).

E se, dopo, dopo, dopo… quando il processo può aver luogo a procedere l’ex-premier viene riconosciuto colpevole? É possibile
che uno possa ricoprire le più alte cariche dello Stato se è un delinquente? Una legge più giusta sarebbe stata eventualmente l’esatto contrario: richiedere cioè un processo immediato per le cinque più alte cariche dello Stato, per dimostrare di essere “puliti” e di avere tutte le carte in regola per ricoprire l’incarico affidatogli dagli italiani.
Se il tuo capo condomino fosse accusato di essere un ladro, vorresti che fosse processato prima possibile, oppure tra qualche anno per garantire la gestione del tuo condominio?

Salute e …peggio nun nisse.

Steven Wright

– Se un uomo dice sozzerie a una donna, è molestia sessuale. Se una donna dice sozzerie a un uomo… sono 3 euro al minuto!

– Ho una mappa esistenziale. Ha “Voi siete qui” scritto dappertutto.

Salute e …peggio nun nisse.

Stupid is as stupid does!

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha detto che “il governo all’unanimità ed in un clima di grandissima concordia ha approvato il disegno di legge che mira a tutelare la privacy dei cittadini e a regolamentare il sistema delle intercettazioni”.

Il ddl modifica l’articolo 684 del codice penale, che prevede fino a 30 giorni di carcere per la pubblicazione delle intercettazioni o ammenda da 51 a 258 euro, con nuove norme secondo le quali chi pubblica intercettazioni coperte da segreto rischia pene da uno a tre anni. Fino a 5 anni di detenzione sono previsti invece per i pubblici ufficiali che le divulgano. Sarà possibile inoltre intercettare per un massimo di tre mesi. Le intercettazioni saranno sempre consentite quando si tratta di reati per i quali sono previsti l’ergastolo o pene superiori ai dieci anni. La deroga è per i reati contro la pubblica amministrazione che abbiano una pena massima non inferiore ai 5 anni, mentre sono sempre intercettabili i reati di mafia, terrorismo e grave allarme sociale. Il provvedimento stabilisce inoltre che le intercettazioni siano autorizzate da un organo collegiale e non da un singolo giudice e che quelle usate in un processo non possano confluire in un altro dibattimento, a meno che il reato non sia mafia o terrorismo.

Quasi tutti i cittadini ringraziano per questo disegno di legge atteso da sempre, perché una democrazia non è tale se non viene tutelato il diritto alla privacy [QUI SONO FORTEMENTE IRONICO]: questa in effetti era un’esigenza primaria nella attuale situazione italiana, ed è stolto chi non l’ha capita.

Salute e …peggio nun nisse.

Probabili problemi di "aviopenia"…

É stato presentato al 22esimo meeting annuale dell’Associated Professional Sleep Societies uno studio statunitense realizzato da un’equipe dell’università di Pittsburgh guidata da Wendy Troxel, condotta su 1.938 donne, età media 46 anni (il campione era composto per il 51% da caucasiche, 20% afro-americane, 9% ispaniche, 9% cinesi e 11% giapponesi).

Secondo questa ricerca le donne bianche che vivono un matrimonio felice hanno minori difficoltà a prendere sonno e più raramente capita loro di svegliarsi nella notte per restare ad occhi spalancati fino al mattino o a scender giù dal letto ben prima del trillo della sveglia. Molti più problemi sotto le lenzuola per le bianche con un divorzio alle spalle.

A tutte, senza alcuna distinzione di razza o etnia, alcuni consigli per assicurarsi notti serene:

  • innanzitutto, darsi una certa routine nell’andare al letto;

  • rilassarsi, lasciare le ansie e i problemi fuori dalle lenzuola;

  • evitare, in serata e nel tardo pomeriggio, bevande ricche di caffeina o medicine cariche di stimolanti;

  • non andare a letto affamate ma neanche con la pancia troppo piena;

  • non fare esercizio fisico nelle 6 ore che precedono l’ora di andare al letto;

  • rendere la propria camera un ambiente scuro, confortevole e quieto;

  • svegliarsi, al mattino, sempre alla solita ora.

Salute e …peggio nun nisse.

Il crimine va combattuto (…con parsimonia)

Sabato 7 giugno Berlusconi ha annunciato che al prossimo Consiglio dei ministri il governo introdurrà il divieto assoluto di intercettazione telefonica, con esclusione per indagini che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la ‘ndrangheta, la camorra o il terrorismo; per tutti gli altri reati, cinque anni di carcere a chi ordinerà queste intercettazioni.

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha spiegato che il provvedimento ha lo scopo di razionalizzare il sistema e contenere le spese”, visto che i costi delle intercettazioni incidono “per oltre un terzo sul bilancio della Giustizia”.

Premesso che ridurre la possibilità di effettuare intercettazioni solo a determinati reati impedirà alla polizia e alla magistratura di scoprirne e perseguirne altri non meno gravi come le rapine, le concussioni, le corruzioni, le truffe ai danni dello Stato, si suggerisce di integrare il provvedimento con i seguenti punti:

  • limitare a non più di 5 litri di benzina i serbatoi delle auto della polizia

  • dotare di un solo proiettile ogni arma della polizia (da sparare in aria a scopo intimidatorio)

  • in un eventuale inseguimento la polizia deve rispettare scrupolosamente il codice stradale (limiti di velocità e precedenze in particolare)

  • i carabinieri che escono in coppia devono essere tra loro uniti da due manette

  • la nuova divisa del carabiniere prevede un bersaglio sul petto…

Potete inviare ulteriori suggerimenti, possibilmente prima del prossimo Consiglio dei ministri…

Salute e …peggio nun nisse.

L'Italia non è un Paese normale

Quale credibilità può avere chi dice una cosa ed il giorno dopo il contrario? Chi in un contesto promette cose ed in un altro contesto promette l’opposto? Chi fa questo di fronte al mondo intero, davanti alle più alte autorità, può continuare a ricoprire i più importanti incarichi?

No in qualsiasi altro Paese democratico, ma in Italia si!

Come posso fidarmi che quello che oggi dice non sarà domani smentito?

Berlusconi: immigrazione clandestina non sarà reato, ma un’aggravante

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una conferenza stampa congiunta con il presidente francese, Nicolas Sarkozy, a proposito delle critiche all’ipotesi di introduzione del reato di immigrazione clandestina, ha detto: “Personalmente penso che non si può perseguire qualcuno per la permanenza non regolare nel nostro Paese condannandolo con una pena, ma questa può essere una aggravante se commette un reato”.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, “si è detto sorpreso” dalle parole del premier Berlusconi sul reato di clandestinità. “L’aggravante è nel decreto legge ed è già in vigore, il reato di clandestinità è nel ddl approvato due settimane fa dal Consiglio dei ministri all’unanimità, che porta come prima firma proprio quella di Berlusconi”.

Berlusconi: sull’immigrazione non ho fatto nessuna marcia indietro

Silvio Berlusconi ha risposto ai giornalisti, durante la conferenza stampa con il presidente egiziano Hosni Mubarak, dicendo: “Ieri non ho fatto nessuna marcia indietro: ho solo espresso certe considerazioni, premettendo che era solo una mia opinione personale“.
Berlusconi ha ricordato che grazie al suo intervento le misure in questione sono state inserite in un disegno di legge, invece che nel decreto legge, dando la possibilità “al Parlamento di approfondire la materia e la sua fattibilità”.


Aspetto una smentita tra due ore…

Salute e …peggio nun nisse.