Very hot in Umbria

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La Regione Umbria ha dichiarato lo stato di emergenza per il calore nel periodo 24-25 giugno. L’ordinanza è stata firmata stamattina dal Presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti.

Il vero e proprio livello di emergenza (dopo quelli di “attenzione” e di “allarme“) si ha quando le condizioni meteo di rischio (più di 33 gradi) sono previste per tre o più giorni consecutivi. In Umbria temperature al di sopra dei 33 gradi si sono protratte per più di due giorni. Secondo le previsioni meteo della Protezione civile regionale le temperature dovrebbero comunque diminuire a partire dalla notte di giovedì 26 giugno.

Sono indicati come soggetti a rischio gli anziani con più di 64 anni, i neonati e bambini al di sotto di un anno, i malati mentali, gli obesi, i portatori di malattie croniche e coloro che assumono farmaci o sostanze che modificano la percezione del calore o la termoregolazione.

La prevenzione resta il metodo più efficace per evitare rischi alla salute.

Tra le regole in caso di aumento delle temperature bere molta acqua (non ghiacciata) o liquidi con sali minerali (almeno 2,5 litri al giorno); evitare bevande contenenti caffeina, alcool o grandi quantità di zuccheri perché non aiutano la reidratazione dell’organismo; utilizzare vestiti appropriati, leggeri, ampi e di colore chiaro, e creme solari (le scottature riducono la capacità di termoregolazione del corpo), indossare occhiali da sole e cappelli a tesa larga; evitare di uscire nelle ore più calde (tra le 11 e le 17) e soggiornare in ambienti freschi, possibilmente refrigerati o condizionati; se questo non è possibile nella propria abitazione spostarsi in edifici pubblici climatizzati. Quando con temperature particolarmente elevate i ventilatori non sono sufficienti, fare docce e bagni freschi, anche di frequente. Infine evitare sforzi eccessivi, ogni attività va sospesa se si sente il battito cardiaco accelerato e si fatica a respirare, si accusano giramenti di testa, confusione mentale, debolezza e senso di svenimento.

Salute e …peggio nun nisse.