Anche i polli da spennare scappano…

I rincari delle tariffe di TIM e Vodafone, annunciati nei giorni scorsi a milioni di loro clienti tramite uno scarno SMS, ha spinto le Authority, [l’Agcom (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) e l’Antitrust], a “tenere sotto osservazione” i due operatori telefonici per verificare se fra TIM e Vodafone ci siano stati accordi preliminari o comunque poco chiari.
Occorrerà controllare che sia mantenuto quanto dichiarato da TIM e Vodafone riguardo la possibilità per gli utenti delle due compagnie telefoniche di passare davvero ad altro operatore telefonico senza costi aggiuntivi, mantenendo il proprio numero di telefono e potendo portare con sé il credito residuo accumulato sulle ricaricabili.

Intanto i due colossi della telefonia mobile sono stati sanzionati dall’Antitrust per “pratica commerciale scorretta”, come segnala l’Authority sul suo bollettino, in relazione alle tariffe di collegamento Internet via cellulare o chiavetta wireless.
→ Alla Tim è stata comminata una multa di 300.000 euro per un messaggio inviato agli utenti con carta prepagata e in possesso dei piani tariffari contrassegnati come Tim Flat Day, in cui si diceva: “Attivato flat day fino alle 24”. L’illecito commesso da Tim, secondo quanto riportato dall’Authority, è di non aver chiesto “preventivamente il consenso all’utente”, per di più “senza fornire alcuna informazione in ordine alle relative condizioni economiche”.
Vodafone dovrà sborsare 360.000 euro per le scorrettezze commesse per quanto riguarda il piano tariffario denominato Vodafone Internet Key, che si riferisce alla possibilità di collegarsi a Internet grazie alla chiavetta USB per il computer. Vodafone avrebbe diffuso uno spot televisivo che l’Authority ha considerato “contrario alla diligenza professionale e idoneo a falsare il comportamento del consumatore medio cui esso è destinato”.

Io intanto ho deciso di cambiare compagnia telefonica…


Salute e …peggio nun nisse.

Cosa possiamo fare?

Il popolarissimo Pirate Bay è un sito con base in Svezia che racchiude al suo interno una immensa libreria di torrent per il download di film, videogiochi, album musicali, software (illegali e non), noto al pubblico anche per l’atteggiamento estremamente provocatorio dei suoi gestori.

Dopo che la Guardia di Finanza ha tentato di oscurare in Italia il sito svedese i gestori di Pirate Bay hanno prontamente ripristinato l’accesso grazie ad un cambio di DNS, ed hanno pubblicato un nuovo messaggio di sfida in homepage:

“Siamo abituati ai governi fascisti che limitano le libertà di espressione; tanti sono i piccoli paesi governati da dittatori, che hanno deciso di bloccare il nostro sito per paura di informazioni dannose che potrebbero intaccare il loro regime.
Stavolta tocca all’Italia. Il Paese ha già una situazione veramente pessima, dal momento che una organizzazione simile all’IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) già fu creato durante gli anni del fascismo. Ed adesso gli italiani hanno nuovamente un capo di governo fascista: Silvio Berlusconi. Berlusconi è anche il personaggio più potente in Italia e detiene i media italiani, possedendo numerose compagnie che competono con Pirate Bay. Per questo motivo vuole rimanere in una situazione di monopolio, ed uno dei suoi lacchè, Giancarlo Mancusi, ha ordinato di oscurare il nostro IP e dominio in Italia, per rendere difficile l’accesso da parte degli utenti dell’impero di Berlusconi”.

Ora i discografici con la complicità dei provider italiani schedano gli utenti: secondo alcune fonti, l’IFPI avrebbe obbligato alcuni operatori italiani ad instradare i tentativi di connessione a Pirate Bay verso il proprio sito, schedando di fatto gli utenti italiani che, anche per curiosità, hanno avuto accesso al sito. Da questo le numerosissime proteste presso l’Authorty per la protezione dei dati personali, lamentando la violazione della privacy.

Pirate Bay ha suggerito agli utenti italiani di utilizzare i DNS offerti dal progetto OpenDNS, per evitare filtri, oscuramenti e controlli indesiderati; inoltre al momento offrono una navigazione estremamente più snella e reattiva (ne parleremo più avanti).

[Scritto da Federico Diana sul sito notebookitalia.it]

Salute e …peggio nun nisse.

Quiz vacanziero 3/3

Dove sono andato in vacanza?


Questo è l’ultimo indizio, ma contemporaneamente è anche la soluzione…

Era un test tosto dove non si vinceva nulla.

Salute e …peggio nun nisse.

Quiz vacanziero 2/3

Dove sono andato in vacanza?


É un particolare, però significativo, presente nel cancello di un importante palazzo…

É un test tosto ed inoltre non si vince nulla.

Salute e …peggio nun nisse.

Quiz vacanziero 1/3

Dove sono andato in vacanza?
Riconoscere la città da questa stazione dove sono arrivato dopo un volo di circa 2 ore e 10 minuti ed una corsa in treno di circa 60 minuti potrebbe essere difficile: ma è solo il primo indizio…

É un test tosto ed inoltre non si vince nulla, se non una menzione sul blog.

Salute e …peggio nun nisse.

Tutti i diritti umani per tutti

É d’attualità la proposta di boicottare le Olimpiadi di Pechino 2008 (o almeno la cerimonia di apertura) per la povertà di democrazia e dei diritti umani in Cina.

Viene chiesto alla Cina l’adozione e l’attuazione di riforme significative nel campo dei diritti umani: adottare provvedimenti che riducano significativamente l’applicazione della pena di morte come primo passo verso la sua completa abolizione; applicare tutte le forme di detenzione in accordo con le norme e gli standard internazionali sui diritti umani e introdurre misure che tutelino il diritto a un processo equo e prevengano la tortura; garantire piena libertà d’azione ai difensori dei diritti umani, ponendo fine a minacce, intimidazioni, arresti e condanne nei loro confronti; porre fine alla censura, soprattutto nei confronti degli utenti di Internet.

Amnesty International in particolare ha da tempo avanzato le seguenti richieste:

Stop alla “rieducazione attraverso il lavoro” e ad altre forme di detenzione amministrativa!
Sono circa 150.000 coloro che vengono reclusi ogni anno nei centri di “rieducazione attraverso il lavoro”, un meccanismo che conferisce alla polizia il potere di decidere autonomamente e in modo del tutto soggettivo: se un’azione viene considerata “comportamento illecito”, si propende per un programma di “rieducazione attraverso il lavoro”; se viene valutata un reato più serio, allora si ricorre al sistema giudiziario.
No alla pena di morte, contraria ai “principi fondamentali dell’olimpismo”!
In Cina la pena di morte è prevista per circa 68 reati, inclusi crimini non violenti e di tipo economico, come l’evasione e la frode fiscale. La pena capitale è applicata ampiamente, arbitrariamente e spesso a causa di interferenze politiche.
Fine della censura su Internet e sui mezzi d’informazione!
Dall’arrivo di Internet in Cina, nel 1994, il governo cinese ha posto sotto controllo i suoi contenuti e censurato le informazioni ritenute sensibili. Con oltre 210 milioni di persone che utilizzano Internet, gli esperti sostengono che la Cina abbia posto in essere il sistema di filtraggio più esteso e tecnologicamente sofisticato del mondo
Libertà per i difensori dei diritti umani di condurre le loro attività pacifiche!
I difensori dei diritti umani continuano a incontrare numerosi ostacoli e a subire violazioni per la loro attività pacifica in difesa dei diritti fondamentali.

Avete idea di come è la situazione dei diritti umani in Italia?

Secondo Amnesty International – sezione italiana (Rapporto Annuale 2008)
:

1) Tortura, maltrattamenti e responsabilità delle forze di polizia
Anche la XV legislatura ha lasciato immutate le lacune relative all’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura (CAT): l’Italia resta priva di uno specifico reato di tortura nel codice penale.
Il rischio di impunità è aggravato dalla mancanza di forme di identificazione dei singoli agenti di polizia durante le operazioni di ordine pubblico e dall’assenza di organismi indipendenti di monitoraggio.
2) Erosione dei diritti umani nella “guerra al terrore”
La politica del sospetto applicata alle espulsioni e una tenace riluttanza a fare chiarezza sugli abusi commessi in nome della “guerra al terrore” hanno caratterizzato l’approccio delle autorità di governo.
3) Rom e migranti: discriminazione, xenofobia e provvedimenti sulla “sicurezza”
Nel corso del 2007 e della prima metà del 2008, diversi esponenti politici locali e nazionali hanno usato un linguaggio discriminatorio nei confronti dei rom e dei migranti. Nello stesso periodo si sono susseguiti provvedimenti dichiaratamente a protezione della “sicurezza”, in realtà prevalentemente orientati a facilitare l’espulsione dei cittadini dell’UE e dei migranti irregolari: vengono rivolte accuse di discriminazione e xenofobia.
4) Diritti dei rifugiati e dei minori migranti
Alcuni miglioramenti sono stati introdotti nel 2007 nella normativa e nella prassi in materia di asilo e rispetto ai minori migranti giunti alla frontiera. Essi tuttavia vengono ora messi a rischio dalle proposte di riforma incluse nel citato “pacchetto sicurezza”, che intervengono in un quadro ancora privo di una legge organica sull’asilo.

Salute e …peggio nun nisse.