Server DNS

Ogni computer collegato ad internet possiede un proprio indirizzo numerico del tipo 64.233.167.99 [www.google.com].
Questi indirizzi sono ovviamente difficilmente memorizzabili dalle persone, per ognuno di noi sarà più semplice ricordare il nome del sito invece dei quattro numeri separati da punti.
Così per collegarci ad un determinato sito digitiamo il suo nome, cioè il suo indirizzo alfanumerico: successivamente il nostro computer esegue una richiesta nascosta ad altri computer che hanno il compito di “risolvere” (trasformare) il nome che abbiamo digitato nel vero indirizzo di rete del sito chiamato IP address, un indirizzo numerico composto da 4 cifre comprese tra 1 e 254 separate da punti.
Pertanto per poter usare un indirizzo alfanumerico è necessario fare ricorso ad un apposito servizio di traduzione che è svolto dai Server DNS (Domain Name System). Per ogni nome a dominio ci deve essere una corrispondenza nei due sensi: dal nome all’indirizzo (la cosidetta “risoluzione diretta“) e da ogni indirizzo al nome (la “risoluzione inversa“).
Solitamente sono i Provider (i fornitori di accesso ad internet) ad indicare quale Server DNS utilizzare.

I Provider possono in tal modo monitorare il traffico che scorre attraverso le proprie infrastrutture e quindi conoscere le abitudini di ciascuno sulla base delle attività online, possono ricostruire la rete di relazioni che si stabilisce fra gli utenti, ecc. L’analisi del traffico è una forma di sorveglianza della rete che minaccia le libertà personali e la privacy.

Non solo, possono essere bloccati alcuni IP: Server e siti che diventano così irraggiungibili agli utenti internet.

Ed effettivamente in Italia sono stati bloccati più di 500 siti di scommesse e gioco d’azzardo online (nel sito dell’AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DEI MONOPOLI DI STATO c’è l’
Elenco dei siti soggetti ad inibizione); vengono bloccati altri siti a contenuto pedopornografico, ma anche altri per una questione di diritti d’autore e diritti televisivi.
Se si cerca di entrare in un sito bloccato dall’AAMS compare la seguente schermata:
I Provider sono in qualche modo costretti a collaborare perché le nuove disposizioni lo impongono con estrema severità: gli ISP che alla data stabilita non avessero aggiornato i propri filtri potrebbero incorrere in multe salate.
Questa forma di censura per certi aspetti avviene in una condizione di semi-clandestinità. Quanti sono oggi gli IP bloccati? Quali sono? Chi ha deciso di bloccarli e con quali motivazioni?

Rivendico il diritto a non essere sottoposto ad alcun tipo di monitoraggio.
(continua…)

Salute e …peggio nun nisse.