NO ALLA CENSURA! La satira è libertà!

vauro

Il disegnatore satirico Vauro, che partecipa alla trasmissione Rai “Anno Zero“, è stato sospeso a causa di una vignetta giudicata lesiva della memoria delle vittime del terremoto in Abruzzo. L’atto di sospensione è arrivato dopo le polemiche sulla puntata del programma di Michele Santoro, che criticava la protezione civile per la mancanza di un piano di evacuazione in una zona altamente sismica come quella abruzzese.

Silvio Berlusconi aveva polemizzato dicendo: “La TV pubblica non può comportarsi in questo modo”, mentre Gianfranco Fini aveva bollato la puntata incriminata come “semplicemente indecente”.

Tema della puntata, intitolata “Resurrezione”, il modo in cui sono state edificate le città, i luoghi pubblici, gli ospedali e le scuole, la questione morale che riguarda gli amministratori pubblici ma anche i singoli cittadini quando vogliono costruire le proprie case. E poi il destino degli sfollati, i tempi della ricostruzione.

Fra le reazioni, anche lo sdegno del vescovo de L’Aquila: “É vergognoso che si permetta sulla televisione pubblica un dileggio così incivile su un dolore tanto grande affrontato dagli aquilani con molta dignità e un così evidente disprezzo di tutti i soccorritori e i volontari che hanno contribuito con meravigliosa generosità e affrontando gravi rischi a salvare moltissime vite umane”.

Così il direttore generale della RAI, Mauro Masi, in attesa che anche il Cda si pronunci, ha deciso che la trasmissione ‘Anno Zero’ venga riequilibrata per quel che riguarda i servizi sul terremoto, mentre il vignettista Vauro è stato sospeso.

La colpa di Vauro è stata quella di aver disegnato una vignetta “valutata gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico”.

vauro

Critica la posizione della Federazione nazionale della stampa (Fnsi) che definisce la decisione di Masi un “atto sbagliato. …Preoccupa la via disciplinare verso l’informazione e la satira… quasi che la satira sia un atto di lesa maestà”.

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Salute e …peggio nun nisse.