La febbre suina


Il virus dell’influenza dei suini è nuovo e sconosciuto, ma risposte più precise sulla sua natura arriveranno presto dalle analisi sulle sue caratteristiche genetiche. La velocità con la quale si sta diffondendo fa pensare a un virus potenzialmente pandemico, come ha rilevato l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

L’Oms ha una rete di oltre 120 centri nazionali di riferimento in oltre 90 Paesi, e ognuno di essi controlla l’andamento dell’influenza e isola i virus responsabili.
Il ministero italiano del Welfare sta monitorando ora per ora in costante contatto con gli organismi europei e internazionali l’evolversi della situazione in Messico e negli Stati Uniti.

I casi di trasmissione del virus da uomo a uomo sono nulli o molto limitati.

NON SI TRASMETTE CON IL CIBO

Non è possibile ammalarsi di influenza da suini mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina. Per evitare qualsiasi rischio è preferibile, comunque, cucinare la carne ad almeno 70 gradi.

I sintomi dell’influenza da suino nell’uomo sono del tutto simili a quelli di una sindrome influenzale stagionale: febbre alta, tosse, mialgie ed artralgie, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea.

Le precauzioni per evitare il contagio sono pertanto le stesse di una epidemia influenzale stagionale: non andare in luoghi affollati, lavarsi spesso le mani evitare contatti con le persone infette.
Non è ancora disponibile un vaccino, ma gli esperti sono già al lavoro; il primo passo è conoscere tutte le caratteristiche del virus.
Secondo l’Oms, non tutti i farmaci antivirali oggi disponibili sono efficaci contro il nuovo virus. Secondo le attuali informazioni il virus è sensibile all’oseltamivir, mentre è resistente all’amantadina e alla rimantidina.

Infine si consiglia di non recarsi in Messico, Southern California e Texas fino a che non verrà dichiarata la regressione della diffusione della patologia influenzale suina e di informarsi attentamente presso i siti Web del ministero della Salute, Iss e Oms sull’evoluzione della situazione.

Salute e …peggio nun nisse.