I giornalisti italiani

Da una ricerca demoscopica, realizzata nell’ottobre 2007, in collaborazione con LEXIS, tramite 2.004 interviste telefoniche somministrate col metodo CATI (Computer Aided Telephon Interviewing) a un campione rappresentativo della popolazione italiana dai 15 anni in su (esclusi i membri delle convivenze: ospedali, ospizi, convitti, caserme, conventi, ecc.), pari ad un universo di 50.6 milioni di persone, è risultato che il giudizio degli italiani sui giornalisti in Italia è negativo e in via di ulteriore peggioramento.

Le principali critiche a loro rivolte sono state quelle di essere:

  • “Bugiardi”, non dicenti il vero per il 68% (34.4 milioni) [dal 60% del 1997]
  • “Non o poco informati”, incompetenti per il 60% (30.4 milioni) [dal 48% del 1997]
  • “Esageranti”, drammatizzanti, gonfianti le notizie per 59% (29.9 milioni) [dal 55% del 1997]
  • “Non indipendenti”, al servizio di specifici interessi per 52% (26.3 milioni) [dal 51% del 1997]
  • “Di parte”, facenti prevalere la propria appartenenza, in genere politica per 48% (24.3 milioni) [dal 45% del 1997]
  • “Corrotti”, mercenari, ‘al soldo di…’ per 40% (20.2 milioni) [come nel 1997]
  • “Narcisisti”, affetti da protagonismo per il 30% (15.2 milioni) [dal 22% del 1997]
  • “Poco comprensibili”, mal parlanti o scriventi, ipertecnici o gergali, oscuri o allusivi per 30% (15.2 milioni) [dal 20% del 1997]

Non che lo consideri un giornalista, ma solo perché risulta iscritto all’ordine dei giornalisti

Il giornalista-medio, secondo questo stereotipo,è:

  • Scarsamente preparato
  • Poco curioso
  • Superficiale nel raccogliere le informazioni
  • Privo di passione per la verità
  • Non autonomo e anzi ‘schierato’ o ‘servo’
  • Iper-drammatizzante e scandalistico
  • Tendente ad apparire per affermare se stesso
  • Al fondo poco affidabile e non simpatico

Salute e …peggio nun nisse.