Codice della vita italiana

Riporto anche oggi un altro aforisma di Giuseppe Prezzolini, pubblicato ancora sul “Codice della vita italiana”.

Capitolo III – Del Governo e della Monarchia


  • I ministri non sono scelti perché persone competenti nell’agricoltura, nei lavori pubblici, nelle finanze, nelle poste e telegrafi, bensì perché piemontesi, liguri, lombardi, toscani, siciliani, abruzzesi, o perché appartenenti al gruppo a, b, c. Si è ministri non per quel che si è fatto, ma per il dialetto che si capisce, per il gergo parlamentare che si parla. Questo deriva in gran parte dal concetto della ingiustizia distribuita.
  • L’uomo politico in Italia è uomo avvocato. Il dire niente in molte parole è stata sempre la prima qualità degli uomini politici; che se hanno sommato il dire niente al parlare fiorito, hanno raggiunto la perfezione.

A chi pensava che nulla fosse cambiato, dico che non c’è limite al peggio…

Salute e …peggio nun nisse.

Italiani furbi o fessi

Giuseppe Prezzolini, nato “per caso” (come lui amava dire) a Perugia il 27 gennaio 1882 e morto a Lugano il 14 luglio 1982, è stato un giornalista, scrittore ed editore italiano.
Nel 1921 ha pubblicato il “Codice della vita italiana“, una raccolta di aforismi edita da La Voce, in cui fa una divertente caricatura dell’Italia e degli italiani.
É ancora purtroppo attuale!

Codice della vita italiana

Capitolo I – Dei furbi e dei fessi

  • I cittadini italiani si dividono in due categorie: i furbi e i fessi.
  • I furbi non usano mai parole chiare. I fessi qualche volta.
  • Non bisogna confondere il furbo con l’intelligente. L’intelligente è spesso un fesso anche lui.
  • Il furbo è sempre in un posto che si è meritato non per le sue capacità, ma per la sua abilità a fingere di averle.
  • Colui che sa è un fesso. Colui che riesce senza sapere è un furbo.
  • I fessi hanno dei principi. I furbi soltanto dei fini.
  • Dovere: è quella parola che si trova nelle orazioni solenni dei furbi quando vogliono che i fessi marcino per loro.
  • L’Italia va avanti perché ci sono i fessi. I fessi lavorano, pagano, crepano. Chi fa la figura di mandare avanti l’Italia sono i furbi che non fanno nulla, spendono e se la godono.
  • L’Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l’italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l’esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l’ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un’altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l’Italia, è appunto l’effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.


Salute e …peggio nun nisse.

Eroi per la libertà e la giustizia

Ehsan Fattahian, ha 28 anni; è nato a Kermanshah e fa parte della minoranza curda che vive nel Kurdistan iraniano. É stato arrestato per apostasia due anni fa; fu condannato a dieci anni di carcere, ma poi la Corte Suprema ha commutato la pena e lo ha condannato a morte. É accusato per la sua attività politica per la minoranza curda in Iran; la sua unica colpa è di essersi opposto al regime.
L’esecuzione dovrebbe essere avvenuta questa mattina nella prigione iraniana di Sanandaj, secondo quanto affermano i blog della dissidenza iraniana (www.mideastyouth.com).

Ehsan Fattahian
Nell’ultima lettera dalla prigione di Sanandaj ha scritto:

«Non voglio parlare della morte; vorrei porre domande sulle ragioni dietro essa. Oggi, quando la punizione è la risposta per coloro che cercano libertà e giustizia, come può uno temere la propria sorte. Quelli di “noi” che sono stati condannati a morte da “loro” sono colpevoli solamente di cercare una strada per un mondo più giusto e migliore. E “loro”, sono consapevoli dei propri gesti?».

Salute e …peggio nun nisse.

Influenza suina

Keiji Fukuda, consigliere speciale del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sulla pandemia influenzale, durante una conferenza stampa a Ginevra ha evidenziato che l’Oms “rimane molto preoccupata per il numero di casi gravi e di morti provocati dalla nuova influenza.
La maggior parte delle complicanze si osservano soprattutto in persone con patologie croniche e nelle donne incinte, ma possono verificarsi anche nelle persone perfettamente sane e giovani. Un quadro che è ben diverso da quella dell’influenza stagionale. Sulla base della situazione attuale, ciò che bisogna fare è non semplificare…”

febbre suina


540 mila italiani malati, casi più che raddoppiati. Il viceministro alla Salute Ferruccio Fazio ha affermato che l’influenza A non deve allarmare anche perché “abbiamo una mortalità bassissima, pari a un ventesimo rispetto all’influenza stagionale”.

Salute e …peggio nun nisse.

Internet Addiction Disorder

La sindrome da dipendenza da Internet, identificata per la prima volta nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg, colpisce persone apparentemente normali, ma che trascorrono intere giornate in Internet, tra chat, Facebook, Windows Live e social network vari, fino a perdere la percezione del tempo e dello spazio, con una situazione psicopatologica molto simile a quello dei tossicodipendenti in crisi di astinenza con ansia, depressione e terrore di perdere il controllo di sé. windows xp wallpaper

Oggi in Italia su dieci iscritti a Facebok almeno due ne sarebbero dipendenti. Secondo uno studio dell’università di Perugia su dieci persone quattro possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente.
Sei aziende su dieci in Italia hanno introdotto limitazioni alla rete internet aziendale, bloccando alcuni siti.

Esiste il sito Nienteansia.it che propone un test per valutare l’eventuale dipendenza da internet. Ho fatto questo test ed il risultato è stato: “La tua percentuale di dipendenza da internet è del 32%.
Il tuo punteggio non mostra alcuna dipendenza da internet. Probabilmente ami la tecnologia, o quanto meno ne sei affascinato, anche se non la consideri nulla di assolutamente indispensabile. Sicuramente la tua vita potrebbe scorrere in maniera del tutto serena anche in assenza di una connessione ad internet!”

Avevate dubbi in proposito?

Salute e …peggio nun nisse.

Il segreto della felicità

Meryl Streep

Meryl Streep in un’intervista ha detto qual’è il segreto della felicità a sessant’anni: “ Basta avere l’amore, il sesso e il cibo e un tetto sopra la nostra testa”.

C’è chi si accontenta anche di meno…

Salute e …peggio nun nisse.

L'italiano medio

Non si dice cosa contraria al vero se si afferma che è l’italiano medio che sostiene questa maggioranza politica, essendo l’italiano medio l’espressione della maggioranza degli italiani.
Penso che l’italiano medio sia stato in qualche modo modellato, influenzato nella sua “formazione” dai media nazionali.
L’espressione l’italiano medio originariamente indicava in generale la figura di un italiano di condizioni socio-economiche rientrante nella cosiddetta e supposta media nazionale; con il passare del tempo però ha assunto una connotazione peggiorativa, passando ad indicare un personaggio non distinto che nella sua mediocrità riassume tutti i vizi che gli italiani sono soliti attribuirsi.


Cosa pensa, cosa fa l’italiano medio?
Gli Articolo 31 in una canzone del 2003 ce lo spiegano…


L’Italiano Medio
Articolo 31

Io mi ricordo collette di Natale
Campi di grano ai lati della Provinciale
Il tragico Fantozzi, la satira sociale
Oggi cerco Luttazzi e
Non lo trovo sul canale
Comunque sono un bravo cittadino
Ho aggiornato suonerie del telefonino
E un bicchiere di vino con un panino
Provo felicità se Costanzo fa il trenino
Ho un santino in salotto
Lo prego così vinco all’enalotto
Ho Gerry Scotti col risotto, ma è scotto
Che mi fa diventare milionario come Silvio
Col giornale di Paolo e tanta fede in Emilio
Quest’anno ho avuto fame, ma per due settimane
Ho fatto il ricco a Porto Cervo. Che bello!!
Però ricordo collette di Natale
Campi di grano, ora il grano è da buttare
M’importa poco, oggi io vado al centro commerciale
E il mio problema è solo dove parcheggiare

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla TV
Sono l’italiano medio nel blu dipinto di blu

Io sono un bravo cittadino onesto
Bevo al mattino un bel caffè corretto

Dopo cena il limoncello, in vacanza la tequila
La gazzetta d’inverno e d’estate novella 2000
Che bella la vita di una stella
Marina o Martina o quella della velina
La mora o la bionda è buona e rotonda
Finché la barca va, finché la barca affonda
E intanto sto perdendo sulla patente il punto
E un’auto blu mi sfreccia accanto
Che incanto

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l’italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo
Ma spero che un sogno così non ritorni mai più
Mi voglio svegliare mai più
Ti voglio fare vedere

Che sono proprio un bravo cittadino
Ho il portafoglio di Valentino
E l’importante è quello che ci metto dentro
Vado con il vento a sinistra a destra
Sabato in centro fino a consumare le suole
Ballo canzoni spagnole così non mi sforzo
A seguire le parole e penso a fare l’amore
Alla villa di Briatore, alla nonna senza
Ascensore, alla donna del calciatore
A qual è il male minore, l’onore, sua eccellenza
Monsignore ancora baciamo la mano
Che del miracolo italiano

Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
E datemi Fiorello e Panariello alla tv
Sono l’italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo Ohoo
Ma a me non me ne frega tanto
Ohoo Ohoo
Io sono un italiano e canto
Non togliermi il pallone e non ti disturbo più
Sono l’italiano medio nel blu dipinto di blu
Ohoo

Salute e …peggio nun nisse.

Siamo diventati tutti coglioni

É vero?
Purtroppo è vero: lo pensiamo facilmente dell’avversario, ma la cosa è reciproca. Lo pensano da tutto il mondo al di fuori dell’Italia: basta leggere la stampa estera.
Come è potuto succedere?
É stato tutto programmato con largo anticipo; i media nazionali (in particolare le televisioni) hanno svolto il lavoro principale. Giorgio Gaber ci ammoniva già 15 anni fa che con questo modo di fare TV saremmo diventati tutti coglioni. Ora si può dire che il lavoro è stato portato egregiamente a termine!


La strana famiglia

di Gaber – Luporini

1994 © Edizioni Curci Srl – Milano

Vi presento la mia famiglia
non si trucca, non si imbroglia
è la più disgraziata d’Italia,
anche se soffriamo molto
noi facciamo un buon ascolto
siamo quelli con l’audience più alto.

I miei genitori due vecchi intronati
per mezz’ora si sono insultati
a “C’eravamo tanto amati”,
dalla vergogna lo zio Evaristo
si era nascosto, povero Cristo,
lo han già segnalato a “Chi l’ha visto?”.

Il Ginetto dell’Idroscalo
quando la moglie lo manda a “fanculo”
piange in diretta con Sandra Milo,
per non parlare di mio fratello
che gli han rotto l’osso del collo
ora fa il morto a “Telefono giallo”.

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E giù in Aspromonte c’ho dei parenti,
li ho rivisti belli contenti
nello “Speciale rapimenti”,
mentre a Roma c’è lo zio Renzo
che è analfabeta ma ha scritto un romanzo
è sempre lì da Maurizio Costanzo.

E la fortuna di nonna Piera
che ha ucciso l’amante con la lupara
ha preso vent’anni in “Un giorno in pretura”;
mio zio che ha perso la capra in montagna
che era da anni la sua compagna
ha fatto piangere anche Castagna.

Come ti chiami, da dove chiami,
ci son per tutti tanti premi,
pronto, pronto, pronto tanti gettoni, tanti milioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

E poi chi c’è? Ah già, la Tamara
un mignottone di Viale Zara
che ha dato lezioni a Giuliano Ferrara,
e alla fine c’è nonno Renato
che c’ha l’AIDS da quando è nato
ha avuto un trionfo da Mino D’Amato.

Vi ho presentato la mia famiglia
non si trucca non si imbroglia
è la più disgraziata d’Italia.
Il bel paese sorridente
dove si specula allegramente
sulle disgrazie della gente.

Come ti chiami, da dove chiami,
stiam diventando tutti scemi,
pronto, pronto, pronto stiam diventando tutti coglioni,
pronto, pronto, pronto con Berlusconi o con la RAI.

Salute e …peggio nun nisse.