La voglia di controllo del quarto potere

Al pensiero di Fini (“In un grande paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente”) Berlusconi ha replicato: “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”.

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Il giornalismo è la professione di chi, operando nel mondo dell’editoria, è specializzato nella raccolta, nell’elaborazione e nella trasmissione di notizie.

Il giornalismo è stato definito il quarto potere (dopo quelli legislativo, esecutivo e giudiziario), per l’importanza che da sempre riveste nella società civile e per i forti interessi che coinvolge, per la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e le scelte dell’elettorato.

Una editoria libera da ogni condizionamento garantisce una società e un convivere civile migliori.

Il problema è diventato ancora più importante con l’enorme diffusione della televisione, che è ormai l’unica fonte di informazione per la stragrande maggioranza della popolazione (italiana).

I rischi principali per la democrazia in seguito ad un uso improprio di questo potere sono costituiti dal controllo politico dei mezzi di informazione e dall’accentramento di essi nelle mani di un ristretto gruppo di persone.

In questi due casi infatti, considerando che coloro che controllano i media tendono a “filtrare” le informazioni che sono in contrasto con i propri interessi, si avrebbe una mancanza di pluralismo, e si ostacolerebbe quindi la possibilità dei cittadini-elettori di formarsi delle opinioni informate e di attuare delle scelte informate.

Salute e …peggio nun nisse.