In poche parole…


föra da i ball


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Salute e …peggio nun nisse.

Ecco il piano emergenza

Silvio Berlusconi è andato a Lampedusa, stracolma di migranti in fuga dal Nord Africa, e ha promesso di restituire l’isola ai suoi cittadini in meno di tre giorni.

Il premier ha detto: “Ieri sera ho messo a punto il piano. … Si sono mosse 6 navi passeggeri e ci stiamo muovendo per la settima. Hanno una capienza di diecimila passeggeri e sono iniziate al molo le operazioni per spostare i migranti”. [praticamente è uguale al piano emergenza rifiuti a Napoli…]

Ha spiegato che è in corso un accordo con le nuove autorità tunisine per permettere il rimpatrio dei clandestini che stanno arrivando da quel Paese. “Abbiamo avuto l’impegno del governo alla accettazione di tutti i tunisini che saremo riusciti a convincere”.

Qualche anno fa Berlusconi invitava i tunisini a venire in Italia e prometteva casa, lavoro, benessere per tutti coloro che avessero raggiunto il nostro paese…


Salute e …peggio nun nisse.

La sindrome dell’esclusione

Italia esclusa dal vertice dei grandi sulla crisi libica. Il presidente americano Obama, quello francese Sarkozy, il premier britannico Cameron e la cancelliera tedesca Merkel si sono ritrovati ieri pomeriggio in videoconferenza per discutere quali possono essere le soluzioni politiche della crisi alla vigilia della conferenza della coalizione che si apre oggi a Londra.
Berlusconi non è stato invitato a partecipare all’incontro. Una conferma sulla considerazione che il mondo ha del premier Berlusconi: non è un interlocutore credibile per gestire l’uscita di scena del suo ex alleato di Tripoli.


Dal monitor, suddiviso in quattro quadranti, si vede bene che è stato preferito mantenere oscurato un quadrante (che poteva essere occupato dalla delegazione italiana). Evidentemente quando si parla di cose serie è bene che Berlusconi non ci sia…
Il ministro degli Esteri Frattini ha provato a spiegare che “l’Italia non sente la sindrome dell’esclusione”.
Ma fonti vicine al premier raccontano di un Berlusconi infuriato.

Salute e …peggio nun nisse.

Continuano a prendere in giro gli italiani

Marina Villa, 50 anni, è intervenuta venerdì u.s. a Forum, la trasmissione di Canale 5 condotta da Rita Dalla Chiesa, ed ha interpretato la parte di una terremotata aquilana e commerciante di abiti da sposa in separazione dal marito. La finta terremotata aquilana, oltre che interpretare il ruolo assegnatole nella finta causa, ha descritto la notte del terremoto, una paura in realtà mai provata, ed ha raccontato il miracolo del governo: “L’Aquila è ricostruita”; “Ci sono case con giardini e garage”; “La vita è ricominciata”. E alla fine ringrazia il presidente per tutto quello che ha fatto. Le fa eco la Dalla Chiesa: “Dovete ringraziare anche Bertolaso che ha fatto un grandissimo lavoro”. E ancora: “Sono rimasti 300-400 che sono ancora negli hotel e gli fa comodo. Stanno lì a spese dello Stato: mangiano, bevono e non pagano, pure io ci vorrei andare”.

La signora Villa è stata subito smascherata in rete, e dopo aver scatenato una diffusa indignazione si dichiara molto sorpresa dalla rabbia dei terremotati: “Ma che pretendono. Io non c’entro nulla. … Quando gli autori hanno saputo che ero abruzzese, mi hanno chiesto di interpretare quel ruolo. Mi hanno spiegato loro quello che avrei dovuto dire. … Mi hanno dato 300 euro. Come agli altri attori. Anche Gualtiero, che nella puntata interpretava mio marito, recitava”.

Ora Marina Villa chiede scusa pubblicamente: “Non immaginavo di scatenare questo putiferio, chiedo scusa all’Aquila e all’Abruzzo”.

L’ho sempre sospettato che Forum fosse una trasmissione dove i partecipanti inventano tutto; inoltre sconcerta che Rita Dalla Chiesa si sia prestata a simili meschinità, mettendoci la propria faccia ed il proprio nome. Che si potesse arrivare a speculare così sul dolore della gente è una sconcezza senza precedenti.

Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi testimonial in negativo

Una nuova campagna pubblicitaria ideata dall’agenzia Serviceplan e lanciata dalle emittenti pubbliche tedesche ARD e ZDF prende di mira l’Italia e le emittenti controllate da Silvio Berlusconi: lo spot presenta in primo piano una foto del nostro Primo ministro che appare sorridente e felice. Sull’immagine campeggia lo slogan: «Una democrazia è forte quando ha media liberi».
Vale a dire, senza media indipendenti si rischia di fare la fine dell’Italia.

Una democrazia funziona «non solo quando ci sono elezioni libere, ma anche quando i media non sono sottomessi al potere politico» (come riportato sul sito www.wuv.de, rivista che si occupa di media e pubblicità).

Salute e …peggio nun nisse.

Dramma nel dramma: chi ci governa…


Non si arresta l’ondata di sbarchi a Lampedusa, dove la situazione si fa sempre più drammatica: gli oltre 4 mila tunisini ammassati sono al limite della sopportazione, come lo sono anche i residenti.
Il governo ha deciso di trasferire gli immigrati da Lampedusa nelle varie regioni italiane. Maroni ha dichiarato che l’unica Regione italiana che non verrà considerata per i trasferimenti sarà l’Abruzzo, in quanto “ha dei problemi ancora da risolvere con il terremoto“. Le altre regioni, invece, “avranno un’equa ripartizione“.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini ha lanciato la proposta di dare 2.500 dollari a ogni clandestino che accetterà di tornare volontariamente al suo paese.

Ottima strategia!

Qualcuno ha altre idee per trovare la soluzione?


Salute e …peggio nun nisse.

Contro la guerra in Libia, contro tutte le guerre

Il ministro degli Esteri Frattini ieri alla Camera ha detto che in Libia “non si tratta affatto di fare la guerra, ma di impedire la guerra e le sue più nefaste conseguenze”.


Secondo il bilancio fornito dai ribelli libici, sono tra 8mila e 10mila le vittime in Libia dall’inizio della rivoluzione del 17 febbraio.

Sono proseguiti i raid aerei della coalizione sulla Libia. Tripoli: ”Colpiti anche i civili”. Accuse smentite dal portavoce della Joint Task Force, tenente Jim Hoeft.

Secondo l’ammiraglio della Marina americana Gerard Hueber, i caccia della coalizione hanno effettuato 175 voli sulla Libia finora, 113 dei quali ad opera di aerei americani.


La guerra contro Gheddafi ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. Ogni guerra è un crimine contro l’umanità. Gli stessi governanti che ora indicano la guerra come necessità, fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini e dei migranti che attraversavano il Paese.

La guerra in Libia è ovviamente questione di petrolio, perché tutto è mosso dall’avidità. Un diplomatico cinese ha detto: “Ecco la terza guerra dell’Occidente contro il mondo islamico, e un’altra guerra per il petrolio”.

Emergency ha promosso un appello ai cittadini e alle associazioni per una giornata di mobilitazione nazionale sabato 2 aprile 2011.

Einstein in risposta ai tentativi di “umanizzare” le regole della guerra disse: “la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”.

Salute e …peggio nun nisse.

Nube 'debolmente' radioattiva sull'Italia

É in arrivo la nube radioattiva da Fukushima anche sull’Italia, prevista tra la notte del 23 marzo e nelle prime ore di giovedì 24 marzo 2011.
Si tratta di masse d’aria rilasciate dai siti nucleari danneggiati in Giappone, che con movimento verso est hanno attraversato l’oceano Pacifico, poi il Nordamerica e poi l’Atlantico. Il livello di radiazioni potrebbe essere addirittura talmente basso da essere rilevabile con difficoltà anche dalla strumentazione più sensibile e privo di rilievo sanitario.

Il ministro della Salute Ferruccio Fazio ha ribadito che “nessuna nube tossica sta raggiungendo l’Italia. Si tratta solo di correnti d’aria che contengono minime quantità di radioattività assolutamente non tossiche e non pericolose”.
Secondo Giuseppe Remuzzi primario dell’unità operativa di nefrologia e dialisi degli Ospedali Riuniti di Bergamo sarà “meno pericolosa di una Tac“.

Salute e …peggio nun nisse.

Giornata Mondiale dell’acqua

Oggi si celebra la Giornata Mondiale dell’acqua, istituita nel 1993 dall’Onu. Quest’anno il tema scelto si intitola ‘Acqua per le città: come rispondere alle sfide dell’urbanizzazione. In effetti ad oggi ben 114 milioni di abitanti dei centri urbani non ricevono acqua nelle loro abitazioni e 134 milioni non hanno accesso ai servizi igienici basilari.

A Villa Colombella a Perugia, dove è ospitata la sede dello Un Wwap (World water assessment programe), i festeggiamenti coinvolgeranno soprattutto il pubblico più giovane: verranno premiate le tre scuole vincitrici del concorso ‘Acqua per tutti, tutti per l’acqua’. Lo scopo del progetto è sensibilizzare i giovani al buon utilizzo e alla preservazione della qualità delle risorse idriche

Italia leader di sprechi
In Italia, più che di mancato accesso, il problema è la cattiva gestione della risorsa, dovuta a una rete idrica obsoleta e poco efficiente. La Co-federazione italiana agricoltori ha dichiarato che su 383 litri di acqua erogati mediamente per ogni cittadino, solo 278 arrivano realmente a destinazione .

Inoltre, sempre in Italia, aumenta la bolletta, diminuisce il livello di soddisfazione e la fiducia da parte degli utenti. L’annuale dossier realizzato dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva riporta che al Sud la popolazione che dichiara di non bere l’acqua domestica abitudinariamente supera il 60% (nel resto del Paese è al 54%), soprattutto a causa del cattivo sapore e di una crescente diffidenza sui controlli di qualità.

Salute e …peggio nun nisse.

Berlusconi night

Come previsto è ripreso oggi il processo Mills, ma l’imputato Silvio Berlusconi era assente, impegnato in una riunione del Consiglio dei ministri sulla Libia.

Però nel pomeriggio il premier Berlusconi ha avuto il tempo di recarsi a Torino per sostenere il candidato sindaco del Pdl, Michele Coppola.

Un migliaio di manifestanti assiepati contro il blocco formato da agenti in tenuta antisommossa e camionette della polizia lo ha accolto con urla, fischi e slogan come “arrestatelo”, “fuori la mafia dallo stato”, “Te ne vai o no, te ne vai o sì o no?”, “dimissioni, dimissioni”. Sono stati scanditi anche slogan contro l’intervento militare in Libia. A un certo punto i dimostranti hanno intonato a più rip rese l’inno di Mameli, assurto in questi giorni anche a simbolo della protesta da parte di un’Italia che si riconosce nel presidente Napolitano e non nel capo del governo.

Salute e …peggio nun nisse.