Contro la guerra in Libia, contro tutte le guerre

Il ministro degli Esteri Frattini ieri alla Camera ha detto che in Libia “non si tratta affatto di fare la guerra, ma di impedire la guerra e le sue più nefaste conseguenze”.


Secondo il bilancio fornito dai ribelli libici, sono tra 8mila e 10mila le vittime in Libia dall’inizio della rivoluzione del 17 febbraio.

Sono proseguiti i raid aerei della coalizione sulla Libia. Tripoli: ”Colpiti anche i civili”. Accuse smentite dal portavoce della Joint Task Force, tenente Jim Hoeft.

Secondo l’ammiraglio della Marina americana Gerard Hueber, i caccia della coalizione hanno effettuato 175 voli sulla Libia finora, 113 dei quali ad opera di aerei americani.


La guerra contro Gheddafi ci viene presentata, ancora una volta, come umanitaria, inevitabile, necessaria. Ogni guerra è un crimine contro l’umanità. Gli stessi governanti che ora indicano la guerra come necessità, fino a poche settimane fa hanno finanziato, armato e sostenuto il dittatore Gheddafi e le sue continue violazioni dei diritti umani dei propri cittadini e dei migranti che attraversavano il Paese.

La guerra in Libia è ovviamente questione di petrolio, perché tutto è mosso dall’avidità. Un diplomatico cinese ha detto: “Ecco la terza guerra dell’Occidente contro il mondo islamico, e un’altra guerra per il petrolio”.

Emergency ha promosso un appello ai cittadini e alle associazioni per una giornata di mobilitazione nazionale sabato 2 aprile 2011.

Einstein in risposta ai tentativi di “umanizzare” le regole della guerra disse: “la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire”.

Salute e …peggio nun nisse.