Crisi dei Pronto Soccorso

Se i Pronto Soccorso sono al collasso la causa principale va cercata nel progressivo taglio dei posti letto ospedalieri, raramente preceduto da adeguati interventi a sostegno della medicina del territorio, come gli hospice e le Rsa (Residenza assistenziale sanitaria, cioè una struttura residenziale extra ospedaliera), capace di dare accoglienza ai pazienti con ridotti problemi sanitari ma gravi problemi assistenziali. Negli ultimi 10 anni c’è stato un continuo taglio di posti letto, con una media nazionale del 15% e punte di oltre il 20% in Friuli, Basilicata, Liguria, Puglia, Sardegna. In più sui Pronto Soccorso pesano le gravi sofferenze degli organici per una politica di contenimento delle spese attraverso la drastica riduzione del turn over, giunta al blocco completo nelle Regioni soggette a piani di rientro. La denuncia arriva dall’Anaao-Assomed, condivisa dalla Simeu.

Qual è la situazione in cui versano i maggiori nosocomi della Capitale?
Nel 2011 questi gli accessi ai vari Pronto Soccorso, in rapporto ai posti per la degenza rispettivamente disponibili:

Ospedale San Camillo

63mila persone

circa 900 posti letto

Ospedale Sandro Pertini

78mila persone

342 posti letto

Ospedale Sant’Eugenio

59mila persone

339 posti letto

Ospedale San Giovanni

68mila persone

659 posti letto

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per indagare sulle presunte carenze, sovraffollamenti e disservizi nei Pronto Soccorso degli ospedali della capitale, dopo che sono state pubblicate le foto scattate al Pronto Soccorso del San Camillo di Roma, dal Pd del Lazio, che mostrano il degrado e le difficoltà nel Dea dell’ospedale: pazienti curati su materassi in terra e massaggi cardiaci sul pavimento, con stanze sovraffollate di pazienti in barella.

La Giunta Polverini si difende dicendo che è partita con un handicap di debiti e inefficienze lasciato in eredità dal precedente governo regionale.

Il solito gioco allo scaricabarile…

Salute e …peggio nun nisse.