Emergenza nell’emergenza

Post del 30 MARZO 2020 

Dopo cinque giorni di lockdown totale in India, con il quale si voleva ottenere la chiusura di ogni attività e chiedere a un miliardo e trecento milioni di persone di chiudersi in casa e mantenere le distanze uno dall’altro, si è ottenuto tutto il contrario.

Centinaia di migliaia di lavoratori giornalieri, che in tutto il Paese si erano trasferiti nelle città dai loro villaggi o aree rurali e che improvvisamente ritrovatisi disperati, da quando da un giorno all’altro hanno perso il lavoro senza altra possibilità di sostentamento, si sono ammassati lungo le strade, alle frontiere, o nei dintorni delle stazioni ferroviarie o degli autobus, nel tentativo di tornare al loro stato d’origine.
A causa del blocco totale di tutti i mezzi di trasporto l’unico modo di tornare a casa è a piedi, a volte percorrendo anche centinaia di chilometri. Un tentativo, purtroppo, senza speranza.
Il governo centrale ha detto che spetta a ciascuno Stato assicurare che le frontiere restino chiuse e che nessuno le oltrepassi.
Purtroppo una bomba socio-economica è destinata a scoppiare insieme a quella sanitaria.


Salute e …peggio nun nisse.