Il sacrificio dei camici bianchi

Post del 15 APRILE 2020

La pandemia ha creato una grave carenza di personale, sia perché servono più medici e infermieri per gestire i pazienti COVID-19 sia perché molti di quelli in servizio si contagiano e si ammalano.
Sono migliaia tra medici, infermieri e operatori di qualsiasi livello, che sono stati contagiati dal coronavirus. La letalità negli operatori sanitari è pari all’1% nella fascia 60-69 anni e 11,7% nella fascia 70-79 anni.
La Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) informa che 116 medici hanno perso la vita per l’epidemia di Covid 19. Ai medici si aggiungono 28 infermieri e cinque ausiliari, la più giovane di 36 anni, morti nei giorni scorsi dopo aver contratto il virus nei reparti.
I medici anziani rientrano nella fascia di età in cui la mortalità per COVID-19 è più alta e vanno tutelati per non perdere per sempre un prezioso patrimonio di esperienza.

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Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, ha detto: «Dobbiamo fare tutti una riflessione su come, in questo Paese, è stato garantito, per i medici e gli operatori sanitari, il diritto alla sicurezza sul posto di lavoroLo dobbiamo a tutti i colleghi deceduti, a tutti i professionisti che hanno sacrificato la loro vita nel tentativo di curare e salvare i pazienti. Dobbiamo ripensare il sistema, oggi particolarmente fragile e incapace di rispondere al bisogno di sicurezza dei professionisti. Ogni vittima ha scavato un solco profondo sulla pelle e nel cuore di ogni medico italiano. Le lacune e le omissioni organizzative sono difficilmente comprensibili e ancor più difficilmente giustificabili, alla luce di questi numeri drammatici».

Salute e …peggio nun nisse.