Stop all’effetto yo-yo


Una ricerca statunitense pubblicata sulla rivista Jama ha rilevato che con certi regimi dietetici di mantenimento si rischia di più l’effetto yo-yo, che consiste nel riprendere i chili, magari con gli interessi, che con tanta fatica si erano persi. L’effetto yo-yo è più frequente con le diete a basso contenuto di grassi. Così per mantenere la perdita di peso è meglio optare per una riduzione dei carboidrati o meglio ancora scegliere alimenti a basso indice glicemico.

Una delle spiegazioni per il fallimento di molte diete nel lungo termine è che la perdita di peso induce adattamenti biologici, come la riduzione della spesa energetica dell’organismo e l’aumento dell’appetito, che portano a recuperare i chili persi. Cioè dopo una dieta ferrea il metabolismo rallenta e spende meno energie: con la dieta di mantenimento a basso contenuto di grassi la tendenza del metabolismo ad “addormentarsi” è più marcata rispetto agli altri regimi messi sotto esame.

Salute e …peggio nun nisse.

Attività fisica e controllo ponderale

É stato pubblicato su JAMA uno studio su 34.000 donne americane, seguite per 13 anni e suddivise in base al dispendio energetico. Al termine del periodo di osservazione è stato registrato che 20-30 minuti al giorno di attività fisica raccomandati dalle linee guida sono sufficienti a ridurre il rischio cardiovascolare, ma non sono sufficienti per il controllo ponderale in assenza di restrizione calorica. Nei soggetti normopeso 60 minuti al giorno di movimento sono efficaci per mantenere il peso forma, mentre nei soggetti obesi il controllo ponderale richiede necessariamente anche una restrizione dell’apporto calorico con la dieta.

Salute e …peggio nun nisse.