Déjà-vu

Sergio Marchionne annuncia che “la Fiat produrrà in Serbia la monovolume (ma con sindacati più seri si faceva a Mirafiori)”. Ha confermato l’impegno preso con i sindacati che vogliono garantire la produzione della Panda in Italia, ma le linee della «L-0» (nome in codice dell’auto che sostituirà Musa, Idea, Multipla) andranno in Serbia.

Il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, ha accusato “la Fiat di strutturarsi come una multinazionale estera e soprattutto low-cost, cioè un gruppo che insegue i salari più bassi e i finanziamenti pubblici”.

Silvio Berlusconi ha detto chein una libera economia e in un libero Stato, un gruppo industriale è libero di collocare dove è più conveniente la propria produzione. Mi auguro soltanto che questo non accada a scapito dell’Italia e degli addetti italiani a cui la Fiat offre il lavoro”.

Sergio Marchionne a sua volta ha detto che “la Fiat non fa politica. La Fiat fa automobili. E le deve vendere. Non può essere vittima di altre logiche”, e ha ripetuto che “l’arena per il Lingotto è il mondo aperto, non i salotti chiusi nelle ritualità italiane”.


Era il 23 gennaio 2004 quando…

… a proposito dell’euro e dei prezzi incontrollabili e incontrollati Berlusconi disse : “Se i prezzi sono aumentati la colpa è dell’euro, checché ne dica Prodi. Disse che quanto affermavo io era una menzogna. Ma questo è sotto gli occhi di tutti ed è una verità”. I guai sono venuti perché “siamo in un mercato libero … la piccola distribuzione ha ritenuto di semplificare prendendo l’euro come entità di base non facendo ricorso ai centesimi”. Una strada che “ha portato a considerare il valore di un euro alla pari delle vecchie mille lire”.

Ora però c’è chi accusa che allora il governo è stato colpevolmente latitante nella fase di cambio dalla lira all’euro; anche senza imporre prezzi calmierati avrebbe potuto esigere esposti nei cartellini il doppio valore lira/euro, come avvenuto in altre Nazioni: si sarebbe aiutato a comprendere il vero valore della merce.

Salute e …peggio nun nisse.

Chi dice bugie?

Il sondaggio Ipsos, trasmesso a Ballarò, che mostrava Berlusconi a pari merito con Montezemolo al 5° posto con il 48% rispetto alla fiducia degli italiani nei leader, non è piaciuta al premier, tanto che è intervenuto telefonicamente in diretta ed ha affermato:

“I sondaggi apparsi sono fasulli. Ho in mano il sondaggio di Euromedia, in cui il presidente del Consiglio ha il 62% di apprezzamento da parte degli italiani e il mio governo, unico governo che in Europa ha vinto le elezioni del medio termine, è vicino al 50%. Tanto vi dovevo perché non posso accettare che in una televisione di stato si dicano queste menzogne”.

Il premier non ha lasciato il tempo alle repliche.
Tanto che Floris si è sentito in dovere di fare notare che “quello che non è accettabile in una TV di Stato è che si inizi un dialogo e poi si insulti buttando giù il telefono prima che arrivi la risposta”.



Salute e …peggio nun nisse.