Risvegliatevi dal torpore ed attivatevi fisicamente

Oltre il 32% degli italiani è da considerarsi sedentario; inoltre la percezione soggettiva del livello di attività fisica praticata non sempre corrisponde a quella effettivamente svolta: almeno un sedentario su 5 percepisce come sufficiente il proprio impegno motorio quotidiano.

In Italia oggi secondo i dati Passi solo il 50% degli adulti raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica, inoltre la sedentarietà cresce con l’età, è maggiore fra le donne rispetto agli uomini e fra le persone con uno status socioeconomico più svantaggiato, nelle Regioni meridionali la sedentarietà è significativamente più elevata rispetto a quelle del centro nord.

È noto che fare esercizio fisico è salutare per giovani e meno giovani; purtroppo la nostra giornata è scandita da numerosi impegni e tra lavoro, scuola e famiglia non è facile trovare il tempo per fare dell’attività fisica ma soprattutto, per molti, non è prioritario. Secondo lo studio EPIC, pubblicato nell’aprile 2015 basato su un campione di oltre 300.000 europei di 10 differenti paesi, fare attività fisica riduce il rischio di mortalità per tutti, sia magri che obesi, maschi e femmine, mentre il rischio aumenta per coloro che fanno poca o moderata attività e per i sedentari. L’esercizio fisico strutturato ed adeguato modella il corpo, lo rende più agile, lo protegge maggiormente dalle fratture, lo rende più armonioso e robusto. L’attività fisica svolta d’abitudine ha effetti positivi sul nostro sistema nervoso e ormonale: agevola l’apprendimento e la memoria, migliora l’umore e combatte la depressione. Ciò che è fondamentale è la quantità e l’intensità con cui la si pratica ed ogni persona deve individuare i propri limiti per far si che non sia né troppa né troppo poca perché, come diceva un grande fisiologo italiano, il Prof. Margaria, l’attività fisica è come una medicina: se ne fai poca non serve, se ne fai troppa fa male.

L’attività fisica dona benefici in ogni caso, sia quella anaerobica che aerobica, quest’ultima è però indispensabile per molti motivi tra i quali il buon funzionamento del sistema cardiovascolare e respiratorio. L’attività anaerobica è particolarmente utile per rinforzare la muscolatura, aumentare la forza, la resistenza e mantenere un buon livello metabolico.

Con attività aerobica si intende un’attività a bassa intensità e lunga durata. Se ben condotta può avere molti effetti benefici sull’organismo: permette di migliorare le funzionalità cardiocircolatoria, respiratoria e metabolica ed il tono dell’umore. Con un allenamento costante diminuisce gradualmente la frequenza cardiaca e aumenta la capacità respiratoria (maggiore ossigenazione dei tessuti); ciò significa anche maggiore resistenza e minor senso di fatica. L’attività e gli sport aerobici più praticati sono ad esempio: la camminata, la corsa (o jogging), il ciclismo, il nuoto a bassa intensità, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant.

L’attività aerobica, con la sua bassa intensità, permette di “bruciare” i grassi di deposito e non solo gli zuccheri presenti nel sangue e nei muscoli. Consumare i grassi significa anche abbassare i valori di colesterolo e trigliceridi, oltre che prevenire alcune malattie e migliorare lo stato di salute nei diabetici.

Camminare o pedalare è facile e non costa nulla, richiede solo un po’ di buona volontà e la conoscenza necessaria per praticare queste attività in modo adeguato:

  • La costanza: è consigliabile praticare attività aerobica per periodi non inferiori a 2-3 ore settimanali. I benefici dell’attività fisica si sentiranno in fretta, ma se riuscirete ad allenarvi per tre mesi consecutivi, avvertirete dei cambiamenti nel vostro corpo e un benessere tale da non poter più rinunciare al vostro allenamento.
  • La durata: deve essere calibrata sulle capacità fisiche di ciascuno, che ovviamente aumenteranno man mano che il fisico sarà più allenato. I benefici maggiori, comunque, si ottengono camminando per almeno 40 minuti, meglio ancora se 60, o pedalando per un’ora o più. Però l’allenamento deve essere senza interruzioni; camminare in 4 momenti della giornata da 10 minuti ciascuno non ha lo stesso benefico effetto di allenamento consecutivo di 40 minuti.
    L’intensità: ogni persona dovrebbe valutare il valore della propria intensità, cosa possibile anche senza particolari strumentazioni: se, mentre camminate o pedalate in pianura, avete il fiatone, sentite il cuore che batte troppo veloce e il respiro che aumenta eccessivamente, vuol dire che state andando troppo in fretta. Al contrario, se potete tranquillamente conversare con un amico senza alcuno sforzo, state andando troppo piano! La velocità della camminata deve essere di circa 4 Km/h, quella della pedalata di circa 15 Km/h. Se si è sedentari o poco allenati è bene arrivare all’obiettivo di tempo/sessione gradualmente e partire da intensità più che moderate per poi gradualmente aumentare la durata dell’allenamento settimana dopo settimana. In ogni caso è prudente valutare con il proprio medico eventuali rischi cardiovascolari e di conseguenza sottoporsi agli esami del caso.

Per attività anaerobica s’intende un’attività di potenza: in un breve lasso di tempo ci si sottopone ad uno sforzo intenso, tecnicamente chiamato massimale, che non può essere prolungato nel tempo perché potrebbe causare la presenza di acido lattico (scoria naturale della contrazione muscolare). L’acido lattico è un composto organico derivante dal metabolismo dei carboidrati. Viene prodotto dal nostro organismo anche in condizioni di completo riposo. Il suo livello sale però con l’aumentare dell’attività fisica: durante un esercizio intenso e prolungato, i muscoli producono più acido lattico di quanto l’organismo è in grado di metabolizzare. Quando la velocità di sintesi supera la velocità di smaltimento, l’acido lattico inizia ad accumularsi nei muscoli. Questo accumulo provoca una sensazione di dolore diffuso e stanchezza muscolare. Per evitare un eccesso di acido lattico è necessario procedere gradualmente nell’allenamento, aumentando progressivamente il carico di seduta in seduta. In questo modo, man mano, aumenterà la capacità di smaltire l’acido l’attico e quindi la resistenza agli sforzi, ottenendo così performance sempre migliori. Sport ad attività anaerobica sono ad esempio: sollevamento pesi, corsa veloce sui 100 metri, atletica pesante, e tutti gli sport che impongono una prestazione al top in tempi rapidi. Nell’attività anaerobica, per ricavare energia di pronto impiego, in genere si utilizzano maggiormente gli zuccheri e non i grassi.

Il ministero della Salute, Iss e Coni hanno deciso di avviare una campagna di comunicazione intitolata ‘Salute, sport e movimento fisico‘.

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Salute e …peggio nun nisse.

 

Forza Napoli (da juventino!)

Mi unisco all’indignazione dei tifosi del Napoli per il servizio del Tgr Piemonte realizzato all’esterno dello Juventus Stadium con i tifosi bianconeri, poco prima che si disputasse Juve-Napoli sabato scorso. Il servizio realizzato da Giampiero Amandola contiene apprezzamenti irrispettosi, se non addirittura razzisti, nei confronti dei tifosi napoletani: già colpevole di non aver disapprovato gli “apprezzamenti” di alcuni tifosi bianconeri, l’autore del servizio ha addirittura detto: “I napoletani, poi, li distinguete dalla puzza, con molta signorilità”.

Anche il sito di supporters bianconeri, Canale Juve, si è dissociato da queste volgarità.

La Rai si scusa…

Ma, al di là di tutto, ha senso andare a raccogliere gli umori di qualche persona all’esterno di uno stadio di calcio e mostrare una sequela di fesserie da bar dello sport?

Salute e …peggio nun nisse.

Ticket per le spese sanitarie di chi ha abusato di alcol o droghe?

Una proposta di legge di un consigliere regionale dell’Umbria prevede un contributo alle spese per il trasporto in ospedale se si chiama l’ambulanza per un malessere legato all’abuso di alcol o di droghe.
Chiedere la partecipazione alle spese sanitarie quando non ci si prende cura della propria salute equivarrebbe ad una vera rivoluzione. Infatti la Costituzione italiana tutela la salute come diritto dell’individuo e interesse della collettività e di conseguenza le cure sono garantite a tutti.
Ma quando l’individuo danneggia volutamente la propria salute bevendo, fumando, mangiando cibi grassi, non facendo alcuna attività sportiva, è giusto che le conseguenze ricadano sulla collettività?
In altri Paesi d’Europa per esempio pensano di no: in Gran Bretagna chi viene sottoposto a bypass aorto-coronarico è tenuto a dichiarare il proprio impegno a smettere di fumare; se non lo fa le cure sono a pagamento. In Francia c’è una tassa sulle bibite gassate, mentre in Danimarca sui grassi saturi.

E così Ignazio Marino si chiede se sia così sbagliato intervenire sulle tasche degli irresponsabili se non si riescono a ottenere risultati con le raccomandazioni…

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Lo spirito olimpico per la pace nel mondo


I valori dello sport sono la lealtà, l’impegno, il coraggio, il miglioramento di sé, la solidarietà, l’amicizia, la pace. Si tratta di ideali universali, validi per tutti e in ogni tempo. Praticare la stessa disciplina, condividendo passione e fatiche, avvicina e unisce anche gli avversari.
Ad una settimana dal termine delle Olimpiadi 2012 mi piace ricordare l’importanza dei Giochi per la pace nel mondo.

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Olimpiadi 2012

Ogni quattro anni le Olimpiadi dimostrano che si può vivere in pace, che ci si può sentire uniti, che esiste una comunità mondiale che può migliorare questo benedetto e disperato pianeta.
E allora ha senso commuoversi per i ragazzi e le ragazze di ogni parte del mondo che sfilano, si sfidano, si abbracciano e si fotografano felici o piangono delusi per un risultato sperato ma non arrivato.

La bandiera olimpica presentata da Pierre de Coubertin fu adottata al Congresso Olimpico di Parigi del 1914. Include i cinque cerchi intrecciati, che rappresentano l’unione dei cinque continenti e l’incontro degli atleti di tutto il mondo ai Giochi Olimpici.

Larga adesione a queste olimpiadi, dove partecipano 205 Paesi che si scontrano su 38 discipline sportive in 302 gare totali.

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Salute e …peggio nun nisse.

Al via le Olimpiadi di Londra 2012


Le Olimpiadi sono la più grande e prestigiosa manifestazione sportiva a livello mondiale, un palcoscenico unico, caratterizzato da un’audience attesa di quasi 5 miliardi di spettatori.

I festeggiamenti sono iniziati già dalla prima mattinata con uno spettacolo d’eccezione: dalle 8.12 alle 8.15 per tre minuti il Big Ben ha suonato 40 rintocchi; l’orologio più famoso di Londra suonò al di fuori degli orari stabiliti dal 1952 solo in occasione dei funerali di re Giorgio VI.
La cerimonia d’apertura prenderà il via alle 22 ora italiana: la più alta carica dello Stato la regina Elisabetta II sarà ricevuta dal presidente del Cio Jacque Rogge; seguirà la sfilata di tutte le nazioni partecipanti con i loro atleti. Per l’Italia sarà Valentina Vezzali a portare il tricolore.

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Uno scudetto fantastico

Dopo gli anni tribolati di Calciopoli e della serie B  la Juventus torna al successo e si aggiudica con una giornata di anticipo il titolo di campione d’Italia.
Quasi all’unanimità è stato ammesso che questo scudetto è meritato (la Juventus è ancora l’unica squadra imbattuta di tutta Europa!), purtuttavia c’è chi continua a dire che la Juventus vince solo se “ruba”. Non c’è niente da fare: nessuno è più sordo di chi non vuol sentire, né più cieco di chi non vuol vedere…
Tanto per conoscenza, sul sito di Sky è riportata una analisi squadra per squadra di tutti i torti subiti per gli errori arbitrali. Quelli subiti dalla Juventus non sono pochi: c’è qualcuno che li ricorda?

Seconda giornata. Juventus-Parma 4-1. Il guardalinee sbandiera un fuorigioco a Matri, che segna la rete del 2-0. La posizione dell’attaccante era regolare, ingiusto annullare. Arbitro: Celi

Settima giornata. Situazione intricata. L’arbitro fischia il fuorigioco di Krasic. Ma prima che il guardalinee sbandieri correttamente, Vidal viene trattenuto appena dentro l’area di rigore. Arbitro: De Marco

Decima giornata. La Juve, ospite dell’Inter a San Siro, conduce 2-1. A 5′ dall’intervallo avrebbe la chance di chiudere il match. L’intervento di Castellazzi su Marchisio è da rigore. Manca anche il rosso al portiere. Arbitro: Rizzoli

Diciassettesima giornata. Lecce-Juventus 0-1. All’11’ del secondo tempo, manca un calcio di rigore alla Juve per un fallo di Oddo su Mirko Vucinic. Arbitro: Bergonzi

Diciottesima giornata. Juventus-Cagliari 1-1. Nella ripresa Matri va giù in area ma viene ammonito per simulazione: l’ex rossoblù accentua la caduta, ma il contatto con Pisano c’è. Poteva starci il rigore. Arbitro: Guida

Ventiduesima giornata. Juventus-Siena 0-0: i bianconeri possono recriminare per un calcio di rigore non dato per un colpo di mano di Vergassola in area

Recupero 21esima giornata. Parma-Juventus 0-0. Nei minuti di recupero della partita Santacroce calcia Pirlo, colpendolo sulle gambe. Rigore netto, che il direttore di gara non concede. Arbitro: Mazzoleni
Sempre nella partita contro il Parma, Babiany atterra Giaccherini, colpendolo in corsa all’interno dell’area: altro rigore non fischiato da Mazzoleni

Venticinquesima giornata. Milan-Juve 1-1. Sull’1-0 l’assistente Romagnoli sbandiera un fuorigioco dubbio su Matri, che segna a gioco fermo. Arbitro: Tagliavento
A Tagliavento sfugge anche il pugno che Mexes rifila a palla lontana a Borriello. L’avesse visto, sarebbe stato rosso diretto

Ventiseiesima giornata. Juventus-Chievo 1-1. Il gol del pareggio di Dramè…non sarebbe dovuto arrivare. Il senegalese, già ammonito, doveva essere espulso per un fallo da giallo nella ripresa. Arbitro: Gervasoni

Ventisettesima giornata. Genoa-Juve 0-0. I bianconeri protestano per il gol annullato a Pepe, che parte sul filo del fuorigioco, ma in posizione regolare. Arbitro: Rizzoli

Penso che sia ora finirla di parlare ancora del gol negato a Muntari!

Altra querelle è sul numero di scudetti vinti dalla Juventus: il direttore generale della Juventus Giuseppe Marotta ha affermato che “è assolutamente lo scudetto numero 30”. Luca Cordero di Montezemolo in effetti ha sottolineato che “i risultati che si ottengono sul campo sono quelli che contano”…

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Auto e TV aumentano il rischio di infarto

Un maxistudio mondiale, pubblicato on line sull’European Heart Journal e condotto su 29.000 persone da 262 centri in 52 Paesi in Asia, Europa, Medio Oriente, Africa, Australia, Nord e Sud America, ha dimostrato ancora una volta che l’attività fisica durante il lavoro e il tempo libero riduce in modo significativo il rischio di attacchi cardiaci.
I dati, corretti secondo vari fattori quali età, sesso, Paese, reddito, vizio del fumo, uso di alcol, educazione, salute, dieta, dimostrano che le persone che svolgono un lavoro che prevede sia una leggera sia una moderata attività fisica hanno un rischio più basso di un quinto (22%) o di un decimo (11%) di avere un attacco cardiaco rispetto a chi ha un’occupazione prevalentemente sedentaria; tuttavia chi svolge un pesante lavoro fisico non vede ridurre il pericolo.
Durante il tempo libero, il rischio di un attacco di cuore risulta inferiore rispettivamente del 13 e del 24% per chi fa sport in maniera leggera o moderata-intensa rispetto ai pigri.

È stato anche dimostrato che le persone che hanno sia una macchina che un televisore vedono aumentare del 27% il pericolo di infarto rispetto a chi non possiede questi oggetti.
Infine si è visto che nei Paesi a basso reddito una percentuale maggiore di persone ha un lavoro sedentario e fa meno sport nel tempo libero, rispetto a quelli con medio o alto reddito.

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Buon compleanno Rita Levi-Montalcini

«Oggi, rispetto a ieri, i giovani usufruiscono di una straordinaria ampiezza di informazioni; il prezzo è l’effetto ipnotico esercitato dagli schermi televisivi che li disabituano a ragionare (oltre a derubarli del tempo da dedicare allo studio, allo sport e ai giochi che stimolano la loro capacità creativa). Creano per loro una realtà definita, che inibisce la loro capacità di “inventare il mondo” e distrugge il fascino dell’ignoto.»

Rita Levi-Montalcini

Salute e …peggio nun nisse.