Come influenzare i geni dell’obesità

Uno studio della Harvard School of Public Health di Boston, che ha incluso 7.740 donne e 4.564 uomini, ha dimostrato che una passeggiata di buon passo di un’ora al giorno ha ridotto del 50% l’influenza dei geni che predispongono all’obesità. Viceversa, uno stile di vita sedentario in cui si passano quattro ore al giorno a guardare la televisione aumenta l’influenza genetica del 50%.

Salute e …peggio nun nisse.

Evitare gli stimoli esterni durante il pasto

Guardare la televisione durante il pasto e consumarlo in compagnia piuttosto che da soli, può influenzare l’apporto energetico negli adolescenti.


Un recente studio (Mekhmoukh A, Chapelot D, Bellisle F. – Appetite. 2012 Apr 13. [Epub ahead of print]) ha valutato se l’influenza di questi fattori possa variare in funzione del peso corporeo.
Si è visto che, tra i soggetti normopeso, il consumo di alimenti solidi (ma non di bevande) era significativamente maggiore quando il pasto veniva consumato ascoltando la musica rispetto a quando consumato da soli o in gruppo.
Nei soggetti sovrappeso, invece, il consumo di alimenti solidi aumentava maggiormente davanti alla televisione rispetto a quanto il pranzo veniva consumato in gruppo o ascoltando la musica.
Ulteriori studi saranno comunque necessari per verificare se tali stimoli possano avere effetti sul bilancio energetico e sul peso corporeo.

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Non è solo un euro e cinquanta in più

Rincara a 112 euro il canone di abbonamento alla Rai per il 2012: l’aumento è legato all’adeguamento al tasso di inflazione reale, recupero che è previsto dall’articolo 47 del Testo Unico della televisione. É dal gennaio 2009 che il canone Rai cresce di anno in anno di un euro e cinquanta.

Invece gli stipendi degli italiani, colpiti dalla pressione fiscale e dalla mancata crescita, sono ormai fermi da 10 anni. I dipendenti pubblici hanno congelate fino al 2014 le buste paga. È bloccata anche la rivalutazione delle pensioni per due anni.

L’Italia si colloca al 22esimo posto su 34 nella classifica dei salari netti: nel Regno Unito la retribuzione netta è stata di 11 mila euro superiore a quella italiana; in Germania hanno preso quasi 5 mila euro in più che da noi, in Francia 2 mila e perfino in Spagna ci hanno superato di circa 1.500 euro.

Però la “revisione” degli stipendi dei parlamentari è stata rinviata all’anno prossimo!

Seconto i dati Istat il divario tra la crescita dei prezzi su base annua e quella delle retribuzioni è il più alto dal 1997: i primi aumentano del 3,3%, gli ultimi dell’1,5% (sono fermi i salari nella pubblica amministrazione!).
Oggi riportano che la Borsa Italiana ha perso il 25,28% nel 2011; aveva perso il 12% nel 2010.

Non c’è da stupirsi se a Natale c’è stato il crollo dei consumi: secondo dati elaborati dall’Osservatorio di Federconsumatori sono stati spesi 400 milioni in meno…

Non crolla la fiducia dei consumatori: crolla la fiducia degli italiani!

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Chi è Silvio Berlusconi?

Questo documento è stato trasmesso per la prima volta il 21 agosto 2003 nel corso del programma Wide Angle di Thirteen/Wnet New York, la maggior emittente della tv pubblica americana Pbs.
Si tratta di inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese, programmato da diverse emittenti americane ed europee; finora non è ancora andato in onda su emittenti televisive italiane. Si tratta di un’analisi approfondita e documentata dell’ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano.

Nel mondo tutti sanno chi è Silvio Berlusconi; in Italia solo pochi lo conoscono…

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Sconvolto, come la Norvegia

Due attacchi terroristici in poche ore hanno scosso la tranquilla Norvegia.

Fonti della polizia citate dalla televisione norvegese TV2 ipotizzano che sia stata provocata da una autobomba l’esplosione che ha devastato il centro di Oslo, a pochi passi dal palazzo che ospita gli uffici del primo ministro e dalla redazione di un quotidiano.

Una sparatoria, che avrebbe provocato diversi morti, è avvenuta all’isola di Utoya, zona a ovest di Oslo in cui era in corso un campo estivo di giovani laburisti, partito del premier Stoltenberg.

Secondo alcuni media locali gli investigatori sono più propensi ad attribuire gli attacchi a “movimenti sovversivi locali” che non a credere alla pista del terrorismo internazionale.

Mi unisco a quanti hanno presentato le condoglianze alle vittime degli attentati ed al popolo norvegese.

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Il divertimento dell’imperatore

Il cuore della cultura berlusconiana è la velina, o showgirl, che viene proposta agli italiani ogni giorno come la pasta. Certe veline stanno semplicemente zitte mentre i presentatori maschi parlano. Altre fanno passi di danza o chiacchierano con gli ospiti. Altre fanno sciocchi giochi mettendo bene in evidenza le gambe, o azzardano coraggiose docce con acqua fredda indossando attillatissimi abiti. Alcune semplicemente si denudano. Degradante? Non c’è dubbio. Ma l’importanza di queste ragazze nell’Italia di Berlusconi non va scemando. Un sondaggio condotto a Milano tra giovani ragazze, ha rilevato che la professione più ambita è quella della velina.

La velina è diventata il fondamento della TV italiana; è la roccia sulla quale Berlusconi ha costruito la sua carriera politica. Nei 15 anni a partire dal suo esordio dominante sulla scena politica italiana, Berlusconi ha creato un forte legame tra intrattenimento e potere. Pian piano la velina ha acquisito una funzione politica al pari del suo ruolo sessuale. Giusto per formalizzare questo legame tra politica e showgirls, Berlusconi ha nominato Mara Carfagna, trentaduenne, ex velina e modella che ha posato nuda, suo Ministro per le Pari Opportunità.

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Il mestiere di velina è sempre molto popolare.

Veline è il nome delle giovani che alla televisione italiana accompagnano con gonnelle estremamente corte presentatori maschi per lo più di mezz’età. Molte donne lo accettano.

Non hanno tante scelte. Molte non hanno un’istruzione decente. E se anche ce l’hanno non importa granché. Il fatto è che l’Italia non è un paese in cui si viene valutati per i propri meriti.

Se conosci le persone giuste e se fai parte del sistema di favori reciproci, puoi ritrovarti in posizioni per cui non sei neanche lontanamente qualificato. Per molte ragazze questo è il modo per diventare famose. Di tanto in tanto ricoprono persino funzioni importanti negli intrighi politici.

I requisiti che una velina deve soddisfare: altezza minima 1.75, figura molto slanciata, dotata di ‘un bel didietro’, e anche di seno abbondante’ – meglio se naturale, ma in caso di necessità anche ritoccato artificialmente. ‘Non deve saper fare granché. Basta solo che sia giovane e un po’ sexy. E sappia ballare un po’.

Molte ragazze che le vedono in televisione pensano: perché loro sì e io no?’

Una buona parte delle ingenue ragazze di famiglie semplici pensa senz’altro ancora così: ‘appaio in tivù dunque sono’.

Oggi i giovani hanno per sola cultura la televisione commerciale, modello Berlusconi. Le reti nazionali si sono conformate e la mediocrità è ovunque.

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L'Italia della TV

Nel 2010 è ricorso il centenario della nascita di Ennio Flaiano, fine ed ironico moralista ma anche acre e tragico al tempo stesso; Flaiano è morto 38 anni fa.

Fu un profeta quando disse: «Fra 30 anni l’Italia sarà non come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione».


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Siam diventati tutti coglioni?

Niente di nuovo sulla TV italiana che trasmette tette, chiappe e stupidaggini. Tutto questo sta rimbambendo gli spettatori dagli anni ’80, quando le televisioni di Silvio Berlusconi rivoluzionarono le trasmissioni mettendo gli italiani a dieta di soap opera americane, calcio e sesso attraverso l’impero di Mediaset.
Questa formula però non ha solamente inciso sugli indici d’ascolto televisivi, ma è riuscita anche ad incoraggiare le fortune politiche di Berlusconi.
A distanza di più di 20 anni dal cambiamento della TV Italiana, Berlusconi vanta nell’istituzione pubblica la presenza più lunga dal 1946. Ha introdotto la cultura del lusso e del sesso, cultura estremamente diversa dalle tradizioni di austerità promosse dal Cattolicesimo e dal comunismo.
Il suo controllo delle TV commerciali rivela che lui è l’unico politico al mondo ad aver creato e modellato il proprio elettorato ancor prima che l’elettorato lo eleggesse.

 

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La verginella della TV

Al presidente della Rai Paolo Garimberti non piace Crozza, perchè “svilisce l’immagine del servizio pubblico”: Crozza nel suo intervento in apertura della puntata di Ballarò andata in onda su Raidue il 14 settembre ha fatto uso di troppe parolacce. Secondo Garimberti il turpiloquio di Crozza ha “oltrepassato il confine del buon gusto entro i quali deve mantenersi il servizio pubblico”.

Che ha detto Crozza di tanto scandaloso? Ecco le frasi incriminate:

  • “Casini, perché vuole fare il terzo polo…E cazzo, c’è bisogno anche del terzo polo in questo paese?”

  • “Bossi ne ha fatte di tutti i colori: ha mostrato il dito medio per dire che voleva le elezioni e ha fatto una pernacchia di dissenso a Fini (pausa). Se rutta, come dobbiamo interpretarlo? No ad un governo tecnico?”

  • “Dove minchia si acquista nel 2010 un repubblicano? Su eBay…?”.

  • Parlando di Stracquadanio: “C’è un limite alle cazzate che si possono dire… Negli anni se ne sono dette tante, c’è un limite, no? Col cazzo, arriva ‘Straguadagno’…”. “Ma come minchia ha fatto ‘Straguadagno’ ad arrivare in Parlamento?”.

  • Poi su Fini: “Ha già pensato a una corrente da assegnare al cognato: Fanculo e Libertà”.

  • “Che accordo abbiamo fatto con Gheddafi? Lui viene a sparare cazzate da noi e noi in compenso ci dobbiamo sparare da soli?”.

  • Su D’Alema: “In questa estate di grande bordello, finalmente parla. Vai D’Alema, falli neri. Per dire cosa? Voglio il proporzionale alla tedesca… Che cazzo vuoi? Ma cos’è il proporzionale alla tedesca? Un trauma infantile? A 16 anni si è trombato una tedesca al mare e cerca una scusa per ricontattarla?”.

In televisione se ne sono sentite di peggio, e non solo su interventi di satira. A Garimberti non piace Crozza oppure non piace Ballarò?

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La voglia di controllo del quarto potere

Al pensiero di Fini (“In un grande paese democratico la libertà di stampa non è mai sufficiente”) Berlusconi ha replicato: “La libertà di stampa non è un diritto assoluto”.

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Il giornalismo è la professione di chi, operando nel mondo dell’editoria, è specializzato nella raccolta, nell’elaborazione e nella trasmissione di notizie.

Il giornalismo è stato definito il quarto potere (dopo quelli legislativo, esecutivo e giudiziario), per l’importanza che da sempre riveste nella società civile e per i forti interessi che coinvolge, per la capacità dei mass media di influenzare le opinioni e le scelte dell’elettorato.

Una editoria libera da ogni condizionamento garantisce una società e un convivere civile migliori.

Il problema è diventato ancora più importante con l’enorme diffusione della televisione, che è ormai l’unica fonte di informazione per la stragrande maggioranza della popolazione (italiana).

I rischi principali per la democrazia in seguito ad un uso improprio di questo potere sono costituiti dal controllo politico dei mezzi di informazione e dall’accentramento di essi nelle mani di un ristretto gruppo di persone.

In questi due casi infatti, considerando che coloro che controllano i media tendono a “filtrare” le informazioni che sono in contrasto con i propri interessi, si avrebbe una mancanza di pluralismo, e si ostacolerebbe quindi la possibilità dei cittadini-elettori di formarsi delle opinioni informate e di attuare delle scelte informate.

Salute e …peggio nun nisse.