Uomini vincenti e perdenti… e un po’ di intelligenza

Domenica scorsa c’è stata la partita Juventus-Roma, finita tra le polemiche per risse, rigori e presunti errori arbitrali.
Ha vinto la Juventus, anche se forse un pareggio poteva essere più giusto (da juventino non mi dispiace).
Sono seguite le polemiche a tutti i livelli: certo non è facile assimilare una sconfitta in una sfida così importante, sopratutto se arrivata negli ultimi minuti. Comunque ha ragione Morata quando dice che “se loro avessero vinto non avrebbero detto nulla”…

Ho letto oggi un commento di un cantautore romanista, Marco Conidi, che mi ha lasciato veramente sbigottito.

Su Facebook ha scritto: «Vi detesto come detesto la democrazia Cristiana, il rossetto sui bicchieri e le trasmissioni dei tronisti. Vi detesto come detesto quelli che fanno le corna in auto e poi non scendono mai. Vi detesto come detesto l’arroganza del potere, la maleducazione dei raccomandati. Vi detesto come lo snobismo dei commessi del centro, come le donne super truccate in palestra. Vi detesto come detesto chi ha insabbiato Ustica e chi ci ha tolto Falcone e Borsellino tanto siete sempre voi. Voi che avete costruito il vostro regno del male assistiti coi soldi di uno stato servile, di una lega calcio servile, arbitri servili, medici assassini e servili. Voi siete l’incarnazione di tutto ciò che mi fa schifo di questo paese. Voi siete la Juventus e io vi detesto».

Chi è Marco Conidi? Non lo conosco. È la prima volta che sento parlare di lui e l’impressione è che mi sembra più juventino che intelligente.

Quasi tutti gli episodi di Juventus-Roma sono stati giudicati dai vertici arbitrali al limite, questioni di centimetri o millimetri. Quindi nessuna svista clamorosa. Non mi piace comunque il vezzo di incolpare sempre la juve degli errori arbitrali, come se ci fosse un accordo, un complotto.

Mi è piaciuta la frase di Kennedy, ricordata da Buffon in un altro contesto: “Gli uomini vincenti trovano sempre una strada, i perdenti una scusa”.

Salute e …peggio nun nisse.

Habemus Papam

Il nuovo Papa è l’argentino Jorge Mario Bergoglio, di origini piemontesi, vescovo di Buenos Aires, 76 anni. Ha deciso di chiamarsi Francesco.

È la prima volta nella storia che un Papa sceglie di chiamarsi così.
È da oltre 1300 anni che il Papa non era extraeuropeo.
È il primo Papa gesuita.
È stato indicato come un vero “Papa nero”.

La Compagnia di Gesù venne fondata nel 1540 e i membri di questo ordine sono detti gesuiti. In quegli anni lo scisma protestante stava dividendo l’Europa in una serie di guerre religiose. Dalla Germania Martin Lutero e gli altri riformatori predicavano contro la corruzione della Curia Romana, contro il traffico delle indulgenze e contro la ricchezza della Chiesa. Erano nate all’interno della Chiesa cattolica diverse correnti che chiedevano una riforma e un ritorno a un maggiore distacco dalle faccende temporali. Tra tutti, i Gesuiti divennero una delle fazioni più importanti della Chiesa cattolica, in grado di esercitare la loro influenza dall’Europa all’America e fino all’Estremo Oriente. I gesuiti avevano l’impronta militaresca del loro fondatore Ignazio di Loyola. La loro fedeltà andava direttamente al Papa di Roma, spesso scavalcando anche i vescovi locali. Il loro Superiore Generale, cioè il capo dell’ordine, era ritenuto il capo occulto della Chiesa, che muoveva il Papa come un burattino e per questo era chiamato il “Papa Nero”. L’istruzione per loro era fondamentale sia nella preparazione dei singoli gesuiti, sia come strumento per diffondere il cattolicesimo.

Tuttora i gesuiti osservano il voto di totale obbedienza al papa e sono particolarmente impegnati nelle missioni e nell’educazione.

Mi ha favorevolmente colpito quando, alla folla che lo ascoltava, il papa Francesco ha detto: “Adesso vorrei dare la benedizione, ma prima vi chiedo un favore: prima che il Vescovo benedica il popolo vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica. La preghiera del popolo che chiede la benedizione per il suo Vescovo”.

Salute e …peggio nun nisse.

Promesse elettorali… Per fortuna è finita!

Nella campagna elettorale i politici dicono urlando cose in cui non credono nella assurda speranza che ci crediamo noi.

È una gara a chi la dice più grossa, ma Berlusconi secondo me la vince. Comunque è un esempio per tutti.


Silvio Berlusconi riferisce di impegnarsi per un’Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno, più prospera e serena, più moderna ed efficiente, che sia protagonista in Europa e nel mondo.
Ha promesso di abbassare le tasse.
Oltre alla restituzione dell’Imu 2012 sulla prima casa, la vuole abolire del tutto assieme all’Irap entro cinque anni, cancellando pure l’aumento dell’Iva.
Ha dichiarato: «Se gli elettori danno la maggioranza solo a me io faccio subito il condono tombale e edilizio».
«Se vinco riparte il progetto del Ponte sullo Stretto».
Ai giovani ha promesso quattro milioni di posti di lavoro. (Poi si è corretto: è una speranza!).
Il 20 marzo del 2010 in campagna elettorale aveva promesso addirittura che avrebbe “sconfitto il cancro”.

Oltre che cialtrone è pure un ciarlatano?

Le domande più ovvie sono: perché non ha fatto prima, quando era al potere, quello che ci promette che farà nel prossimo futuro? Se ci restituisce i soldi dell’Imu, che cosa ci toglie? Come si può credere ad uno che fa le stesse promesse da vent’anni?

Per fortuna questa campagna elettorale è al termine. Avremo i politici che ci meritiamo, come italiani. Ci faremo ridere dall’Europa e dal mondo? Oppure dimostreremo la voglia di cambiare questa classe politica, di eliminare la casta che opprime gli animi ogni volta che se ne parla?

Se in qualche modo siamo contenti del nostro presente e speranzosi del futuro, votiamo gli stessi personaggi: o l’uno o l’altro poco cambia!
Altrimenti questo è il momento di farci intendere: cambiare i politici per cambiare l’Italia. È cambiare il nostro futuro.

Speriamo in meglio…

Salute e …peggio nun nisse.

Per il bene della Chiesa

Il Papa Benedetto XVI ha annunciato oggi che si dimetterà da capo della Chiesa Cattolica a fine mese per la fragilità delle sue condizioni fisiche e mentali. La notizia, del tutto inattesa, è stata comunicata in latino dallo stesso Joseph Ratzinger, 86 anni il prossimo 16 aprile, ai cardinali riuniti in Concistoro in Vaticano alle ore 11. Padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano, ha detto che “la decisione è stata personale e non legata a difficoltà specifiche del Pontificato”.

Il messaggio di Benedetto XVI (dal sito di Radio Vaticana)

“Carissimi Fratelli, vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo sommo pontefice. Carissimi fratelli vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la santa chiesa alla cura del suo sommo pastore, nostro Signore Gesù Cristo e imploriamo la sua santa madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i padri cardinali nell’eleggere il nuovo sommo pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la santa chiesa di Dio”

Salute e …peggio nun nisse.

Marchio (nne) italiano…

Sergio Marchionne alla presentazione della nuova 500L ha detto: «Con un mercato italiano a 1,4 milioni di auto, ovvero i livelli del 1979, la Fiat dovrà chiudere uno stabilimento in Italia».
La nuova Fiat 500L è costruita nello stabilimento serbo di Kragujevac, dove dal 2010 a oggi è stato investito oltre un miliardo di euro.
È lunga 4,15 metri (sette cm in più di una Punto) e alta 1,66 metri.
Da segnalare un accessorio tutto italiano: la macchina da caffè espresso di bordo creata dalla Lavazza, totalmente integrata nella vettura.

È l’idea che mancava per vendere più automobili in Italia?

A proposito della sentenza del tribunale di Roma che ha imposto alla Fiat di assumere 145 lavoratori con la tessera Fiom nella fabbrica di Pomigliano, ritenendo l’azienda colpevole di discriminazione, Marchionne ha dichiarato: «Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folkloristicamente locali».

Come ha detto la senatrice Giuliana Carlino (Idv), dire che le norme italiane sono “folkloristicamente locali” equivale a calpestare l’ordinamento giuridico e a farsi beffa delle sentenze dei Tribunali.

Salute e …peggio nun nisse.

Apologia del fascismo

Sul display di un autobus di linea del comune di Roma al posto delle indicazioni sul numero della linea e sulla direzione è comparsa la scritta “onore al duce”. Naturalmente si sono scatenate vivaci polemiche, specie su blog e social network: questo fatto è stato interpretato come un “segnale di una città in cui nostalgici della dittatura fascista e neonazisti, forti delle legittimazioni concesse dal sindaco Alemanno, si sentono autorizzati a fare qualunque cosa”.

In una nota l’Atac spa ha fatto sapere: ”In relazione all’utilizzo improprio del display di un autobus della rimessa di Acilia, Atac spa ha immediatamente attivato le indagini interne per giungere all’identificazione del responsabile del grave atto al fine di far scattare le sanzioni disciplinari previste. Qualora il gesto configurasse reati di carattere penale al di fuori dello stretto ambito aziendale, Atac spa provvederà a informare senz’altro l’autorità giudiziaria”.

L’articolo 4 della legge n. 645 del 1952 (legge Scelba) sancisce il reato commesso da chiunque «faccia propaganda per la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista», oppure da chiunque «pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

Salute e …peggio nun nisse.

Scontenti e felici

Evviva!  L’Olimpiade del 2020 non si farà a Roma.

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha incontrato il presidente del Comitato organizzatore Mario Pescante, il presidente del Coni Petrucci e il sindaco di Roma Alemanno, e dopo un’attenta valutazione dei costi e dei benefici legati all’operazione nel suo complesso, ha deciso che non esistono le condizioni perché il governo offra le garanzie dello Stato alla candidatura per i giochi olimpici.
Il premier Monti ha spiegato: «Il Comitato olimpico internazionale richiede al governo del Paese ospitante i Giochi una lettera di garanzia finanziaria … tra le altre cose il governo del Paese ospitante deve farsi carico di ogni eventuale deficit della manifestazione. … Non possiamo correre rischi».

Cioè l’Italia non può permettersi un’avventura con troppe incognite e con costi non chiari.

Tra i più delusi è Gianni Alemanno che ha ammesso che non si aspettava un no. Comunque smentisce le voci di sue dimissioni.
Gianni Petrucci durante la conferenza stampa nel Salone d’Onore del Coni ha commentato: «Serviva più rispetto. Ci sono rimasto molto male».

Io invece ci sono rimasto molto bene: forse sarà evitato un crack finanziario, o almeno non mi vedrò tartassato da nuove tasse per finanziare i Giochi, che comunque avrei visto alla TV.

Salute e …peggio nun nisse.

Maltempo e polemiche


Mezza Italia paralizzata da neve e ghiaccio; su Roma almeno 40 centimetri di neve. L’abbondante nevicata durata per gran parte della notte ha causato la caduta di numerosi alberi con disagi per chi circola: migliaia di automobilisti intrappolati nelle auto su consolari e strade periferiche; il 75% dei bus sono bloccati.
E infuria la polemica.
Gianni Alemanno questa mattina è intervenuto al programma Omnibus su La7 accusando i servizi meteorologici di non aver saputo prevedere la gravità della situazione meteo («Le previsioni non erano corrette») e pertanto ha chiesto “una commissione di inchiesta perché non c’è un servizio di previsioni adeguato”.
Secondo il responsabile della Protezione Civile, Franco Gabrielli, invece «il sindaco di Roma aveva pienamente compreso la gravità delle previsioni». Inoltre fa sapere che «il Dipartimento della Protezione civile aspetta con fiducia la Commissione di inchiesta, nella quale produrrà tutte le registrazioni del Comitato Operativo che si è svolto nella serata di giovedì 2 febbraio, allargato per l’occasione a Roma Capitale, al quale ha partecipato lo stesso sindaco; dalle registrazioni traspare chiaramente come il sindaco avesse pienamente compreso la situazione previsionale».
Ma il primo cittadino torna all’attacco ai microfoni di SkyTG24: «Qui siamo noi a accusare. Io sto diffondendo il bollettino meteo della protezione civile che parlava di 35 millimetri di neve su Roma giovedì. Non ho niente da nascondere, noi facciamo il massimo che ci è possibile con i nostri mezzi. Se la protezione civile aveva dubbi sulla adeguatezza del sistema anti-neve  della capitale ce li potevano comunicare prima. Io mi sono adeguato  alle loro previsioni».

Vedremo chi ha ragione … Comunque dei politici non mi fido più: sono pieni di parole, arroganti, boriosi, presuntuosi, superbi, e pronti a riversare le colpe sugli altri. Salvo eccezioni!

Salute e …peggio nun nisse.

C'è chi continua a vivere in un mondo parallelo

Secondo quanto denunciato dal Fatto Quotidiano, Gabriella Alemanno, la sorella del sindaco di Roma, promossa al vertice dell’Agenzia del Territorio dal governo Berlusconi nel 2008, ha determinato un aumento incontrollato e costante delle spese: i fondi destinati a “rappresentanza e comunicazione istituzionale” sono passati da 80 mila euro all’anno, nel periodo antecedente al suo insediamento, ad un milione nel 2010 e addirittura a un milione e mezzo negli ultimi dodici mesi. Nel rendiconto annuale, destano molti dubbi le decine di migliaia di euro versati a società terze per organizzare eventi e mostre. Ma è sui pasti di “rappresentanza” che la sorella di Alemanno si è avvalsa più spesso dei soldi (pubblici) dell’Agenzia: dai tanti pranzi presso un ben noto ristorante in zona Montecitorio, agli eccessi fatti registrare nell’estate del 2010 a Cortina. Dopo aver sponsorizzato la manifestazione “Cortinaincontra”, per un totale di 42 mila euro, l’ente ha infatti tirato fuori altri 780 euro per pagare la cena a ben undici persone nella lussuosa “Villa Oretta”. Tra i commensali, questa volta, anche il fratello Gianni.

Il ministro dell’Economia e presidente del Consiglio Mario Monti, dovrebbe dare un’occhiata ai conti dell’Agenzia per vedere come viene applicato il suo invito alla sobrietà.

Salute e …peggio nun nisse.

Giovani medici insoddisfatti

L’Ordine dei medici di Roma ha condotto uno studio sulla situazione lavorativa e professionale dei giovani medici in Italia, ed è emerso che il 40% dei medici, se potessero tornare indietro, non farebbero più la scelta di intraprendere questa carriera. Questi giovani camici bianchi hanno dichiarato di aver subito, per questa loro scelta professionale, danni sotto vari profili: ritardo nel metter su famiglia, la rinuncia ad avere figli, il mancato raggiungimento dell’autonomia economica e dello status sociale desiderato.
Ai medici under 45 è stato anche chiesto di esprimere un voto (tra zero e 10) che indicasse in che misura percepiscono la stabilità della loro situazione lavorativa. Il voto medio è stato pari a 5, cioè meno della sufficienza. Il voto dato alle prospettive di carriera è anche più basso: 4,9.

Salute e …peggio nun nisse.