Zerbino

Alberto Maccari, candidato a succedere ad Augusto Minzolini alla direzione del Tg1, di cui ha già la carica ad interim in scadenza oggi, è rimasto vittima di uno scherzo telefonico di David Parenzo nel programma La Zanzara di Radio 24.
Parenzo, con voce roca e un po’ affannata, si è spacciato per Umberto Bossi e Maccari si è comportato come Minzolini con Berlusconi: ha fatto il “lecchino”!!!

Il finto Bossi: “Direttore volevo farle i complimenti per la nomina”
Maccari: “Eh vabbè speriamo che domani vada tutto bene, ma penso di sì”
Il finto Bossi: “A noi della Lega va bene perché lei è una persona di garanzia”
Maccari: “E lei è sempre una persona squisita, me la ricorderò sempre, sappia di poter contare su un amico, sappia sempre questo”
Il finto Bossi: “Vorrei un po’ di riguardo per il nord”
Maccari: “Senz’altro”

Salute e …peggio nun nisse.

Esistono rapporti tra mafia e politica

Era una notizia del 19 novembre 2010: sono state depositate le motivazioni con cui i giudici della Corte d’Appello di Palermo hanno condannato a 7 anni il senatore Pdl, Marcello Dell’Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa: Dell’Utri avrebbe svolto una attività di “mediazione” e si sarebbe posto quindi come “specifico canale di collegamento” tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi.


Per i giudici, Dell’Utri “ha apportato un consapevole e valido contributo al consolidamento e al rafforzamento del sodalizio mafioso”. In particolare, l’imputato avrebbe inoltre consentito ai boss di “agganciare” per molti anni Berlusconi, “una delle più promettenti realtà imprenditoriali di quel periodo che di lì a qualche anno sarebbe diventata un vero e proprio impero finanziario ed economico”. Per questi motivi la Corte ritiene “certamente configurabile a carico di Dell’Utri il contestato reato associativo”.

Il mafioso Vittorio Mangano fu assunto, su intervento di Marcello Dell’Utri, come “stalliere” nella villa di Arcore non tanto per accudire i cavalli ma per garantire l’incolumità di Silvio Berlusconi.

Marcello Del’Utri si è difeso su questo punto dicendo che non sapeva che Vittorio Mangano era un mafioso, «non aveva mica un distintivo».

– Se c’è un corrotto, c’è un corruttore…

– Se c’è un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, c’è evidentemente un associato mafioso…

Salute e …peggio nun nisse.

Minzolini direttore di "Oggi le comiche"

Susanna Petruni in coda all’edizione del Tg1 delle 20 del giorno 08/08/2010  ha letto un comunicato di un portavoce di Berlusconi:

“Il presidente Berlusconi non ha fatto né farà alcun commento in merito alla vicenda del presidente della Camera, Fini. Qualunque dichiarazione gli venga attribuita stasera dai resoconti delle agenzie di stampa, o domani dagli articoli dei quotidiani sarà perciò falsa, frutto di pura fantasia e come tale smentita”. É quanto dichiara in una nota Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio.

Subito dopo la Petruni ha presentato il servizio sul Tuca Tuca con l’intervista di Mollica a Raffaella Carrà…

Viene così inaugurata la smentita preventiva.

Salute e …peggio nun nisse.

Non voglio più pagare più il canone Rai


All’edizione delle 20 del Tg1 di ieri Minzolini in un nuovo editoriale ha esaltato la manovra economica del governo indicando i pregi di una finanziaria “impopolare ma necessaria. Le scelte dell’esecutivo hanno ricevuto il plauso dell’Europa; non ci sono stati sconquassi come invece in altri paesi…”
Ha poi criticato l’uso politico delle nuove inchieste: “Si è blaterato di governi tecnici o di larghe intese, si sono enfatizzate inchieste giudiziarie dai contorni confusi, un avviso di garanzia diventa una condanna: la solita cappa mediatica che vuole condizionare gli equilibri del paese. Siamo alla deriva giustizialista. … Mai come adesso c’è bisogno di responsabilità: il divorzio che si sta consumando fra Berlusconi e Fini ha tanti aspetti negativi, ma uno positivo: la chiarezza”.

Che dire? A confronto Fede è un dilettante.

Salute e …peggio nun nisse.

Giornata di silenzio

Niente quotidiani in edicola, niente telegiornali, niente giornali radio, niente aggiornamento dei siti di informazione su internet. La stampa italiana si è fermata oggi per una giornata di sciopero nazionale contro il progetto di legge del governo Berlusconi che mira a limitare le intercettazioni telefoniche e la loro pubblicazione.


Sciopero dei giornalisti contro la “legge bavaglio”

La protesta è stata promossa dalla FNSI e sostenuta dall’Usigrai contro le limitazioni del diritto di cronaca contenute nel disegno di legge sulle intercettazioni, già approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera. Un conto è il diritto alla riservatezza, un altro l’occultamento di notizie, impedendo anche per anni di conoscere i casi giudiziari. Così si sta mettendo un pesante bavaglio, si sta minando la democrazia. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi.

Dello sciopero dei giornalisti si parla anche in numerose testate estere:
– In Spagna la legge bavaglio si chiama Loy Mordaza
– in Francia Loi Baillon
– in Germania Knebel Gesetz.

Salute e …peggio nun nisse.

Difendiamo la democrazia

La Legge bavaglio non è una legge che difende la privacy del cittadino, al contrario, è una legge che difende la privacy del potere. Non intesa come privacy degli uomini di potere, ma dei loro affari, anzi malaffari. … Questo sembra essere il vero obiettivo: impedire alla stampa, nell’immediato, di usare quei dati che poi, a distanza di tempo, non avrebbe più senso pubblicare. L’obiettivo è impedire il racconto di ciò che accade, mascherando questo con l’interesse di tutelare la privacy dei cittadini. … Migliaia di persone sono indignate e impegnate a mostrare il loro dissenso, la volontà e la speranza di poter impedire che questa legge mutili per sempre il rapporto che c’è tra i giornali e i suoi lettori: la voglia di capire, conoscere, farsi un’opinione. … Ogni persona che in questo momento prende parte a questa battaglia civile, sta permettendo di salvare il racconto del paese, di dare possibilità al giornalismo – e non agli sciacalli del ricatto – di resistere. In una parola sta difendendo la democrazia.

di ROBERTO SAVIANO

Volete sapere qual è il vero Bavaglio?

La Pupa e il Secchione. Il TG1. Lo Speciale Mondiali. Emilio Fede. Il Motomondiale. Studiosport. Minzolini. Il Gossip. L’Eredità. Lo Speciale CalcioMercato. I Simpson. Centovetrine. Il Meglio di Forum. Camera Cafè. UnoMattinaEstate. Barbara D’Urso.

Questo è il vero Bavaglio.

Perché la vera informazione, quella vera, è stata imbavagliata da tempo qui in Italia.

Da Agoravox

Salute e …peggio nun nisse.

Giornalisti e giornalai

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li spazzerà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri.” Joseph Pulitzer (Giornalista ed editore 1847-1911)

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Anche secondo Loris Mazzetti, dirigente di RaiTre (a Raiperunanotte era dietro un filo spinato) sospeso dal suo incarico a causa di articoli critici verso la sua azienda scritti sul Fatto, sono stati cacciati i giornalisti che non hanno firmato la lettera di sostegno al direttore Minzolini e che hanno fatto resistenza al suo modo di gestire il giornale.
Mazzetti inoltre ha riferito: “… so per certo, perché mi è stato raccontato dai diretti interessati, che Minzolini ha minacciato personalmente i giornalisti che esitavano nel firmare la lettera di sostegno alla sua direzione. A me è stato riferito di frasi gravi dette dal direttore, ad esempio: “Se non firmi con me non farai più un cazzo”. E visto quello che sta accadendo…”

Soprattutto nel più importante Tg del servizio pubblico i giornalisti dovrebbero essere indipendenti. Invece così si crea una corte silenziosa e compiacente. Chi protesta perde il posto.

Oggi non è più il conduttore a scrivere i propri testi, si limita a leggerli.
Ora è facile capire quali giornalisti sono accondiscendenti, malleabili, accomodanti: i giornalisti che vedremo in video saranno solo dei portavoce (del portavoce)!

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Un esempio del vero giornalista è l’intervista di Beatrice Borromeo al direttore Minzolini fatta per Il Fatto, dove si vede una giornalista che ha la capacità di incalzare con le sue domande concrete e puntuali l’intervistato; questa è una vera intervista. Le domande sono scomode, dirette e precise, e per Minzolini non è come parlare a ruota libera davanti le sue telecamere a raccontare balle impunemente…

Per ultimo una curiosità: Minzolini, essendo leccaculo di B., non soffre di male alla schiena a chinarsi così in basso?

Salute e …peggio nun nisse.

Alto Commissario per l’epurazione

Il direttore Augusto Minzolini ha annunciato al comitato di redazione di aver sollevato dall’incarico di conduttori del Tg1 “per dare un segnale di cambiamento” Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso. La settimana scorsa era toccato al caporedattore Massimo De Strobel.

I consiglieri di minoranza Rai, Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, hanno dichiarato che “è una vera e propria epurazione dei giornalisti che non hanno firmato la lettera in favore del direttore”, cioè che non si sono schierati al suo fianco nella raccolta di firme sul caso Mills.

L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai, chiede il reintegro dei tre e parla di “delirio di onnipotenza” di un “direttore nei fatti dimezzato”, un abuso di potere consentito “dall’acquiescenza del direttore generale” Mauro Masi. Comunque è la prima volta che al Tg1 si tolgono incarichi di rilievo senza che sia concordato con gli interessati.

 
Salute e …peggio nun nisse.

Par condicio

L’Autorità per le comunicazioni (Agcom) ha multato il Tg1 e il Tg5, con una sanzione da 100.000 euro ciascuno, per il forte squilibrio informativo nel periodo 14-20 marzo, registrato nei telegiornali fra Pdl e Pd e la scarsa attenzione prestata nei riguardi delle nuove liste presenti nella tornata elettorale, anche in violazione del richiamo già rivolto alle emittenti ad attuare il riequilibrio dell’informazione nei notiziari.
É stato rilevato un “maggiore squilibrio” al Tg1 e al Tg5 (e per questo multate), ma è stato rivolto un richiamo a tutte le emittenti ad attuare un immediato riequilibrio dell’informazione entro la chiusura della campagna elettorale”.

Anche se deprecabile, posso capire il comportamento del Tg5 essendo di proprietà di Berlusconi, ma come può essere giustificato quello del Tg1?

Aspettiamo un prossimo “editoriale” di Minzolini che ce lo spieghi.

La notizia comunque sa dell’incredibile: hanno multato il Tg1 ed il Tg5 mentre non è nemmeno nominato il Tg4!! Emilio Fede ne dovrà rispondere al “grande capo”; oppure il Tg4 non è considerato un telegiornale ma una parodia di giornalismo…

Salute e …peggio nun nisse.

Nemmeno nello Zimbabwe (con tutto il rispetto)

Il Fatto Quotidiano” ha riportato che la procura di Trani starebbe indagando su ripetuti contatti telefonici tra Silvio Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ed un membro dell’Authority, il commissario dell’Agcom Giancarlo Innocenzi, per far chiudere la trasmissione di RaiDue “Annozero“. In un’altra di queste telefonate il presidente del Consiglio si lamenta della presenza del direttore di Repubblica Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari in un’altra trasmissione da lui odiata, “Parla con me”, condotta da Serena Dandini.


Nelle telefonate intercettate dalla Guardia di Finanza di Bari, il premier avrebbe manifestato con insistenza il desiderio di vedere chiusa la trasmissione di Michele Santoro.
Innocenzi avrebbe assecondato Berlusconi cercando un modo per soddisfare le sue richieste, e Minzolini l’avrebbe rassicurato dicendosi pronto a intervenire in suo favore.
Le intercettazioni risalirebbero a circa tre mesi fa. I magistrati pugliesi sarebbero incappati nelle intercettazioni in questione indagando su alcune carte di credito.

Il sottosegretario Paolo Bonaiuti ha detto che si tratta di “palese violazione della legge” e come questi “spezzoni di ipotetiche intercettazioni” non abbiano “alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano né alcuna rilevanza penale.”

Il direttore del Tg1 Minzolini si difende: “Non ho ricevuto nulla e non mi è arrivato alcun avviso di garanzia. In ogni caso dov’é il reato? Credo di essere la persona più cristallina del mondo, quello che penso lo dico in tv”. APPUNTO!

Altrettanto clamorose le telefonate di Innocenzi al dg della Rai, Mauro Masi, in cui lamenta le continue pressioni del premier: “Nemmeno nello Zimbabwe”, è il commento del direttore generale.

Salute e …peggio nun nisse.